HomeEditorialeIl temporale di agosto: da appuntamento fisso a show catastrofico

Il temporale di agosto: da appuntamento fisso a show catastrofico

C’era una volta il temporale di agosto. Non “un” temporale, ma il temporale.
Quello che arrivava puntuale – più o meno sempre a metà mese – a spezzare l’afa estiva. Un paio d’ore di pioggia, tuoni e lampi e via: la temperatura scendeva di sette-otto gradi, l’aria tornava respirabile e perfino chi detestava il caldo, come il sottoscritto, tirava un sospiro di sollievo. Era quasi un rito: sapevi che prima o poi sarebbe arrivato e che da quel momento l’estate avrebbe cominciato a cedere il passo.

Oggi succede ancora. Anche ieri, a Milano, il temporale è arrivato puntuale come ogni anno. Stamattina l’aria fresca e i diciotto gradi all’alba sembravano una carezza.
Eppure c’è una differenza enorme rispetto a quando eravamo bambini: la narrazione.

Il temporale di agosto non è più un temporale: è un evento catastrofico.
Lo preannunciano come se fosse la fine del mondo: allerte di ogni colore, titoli da film apocalittici, nomi che sembrano usciti da un romanzo fantasy. Parchi chiusi, scuole (quando ci sono) messe in allarme, social pieni di avvisi e di grafici che manco si trattasse di un uragano tropicale.

Sia chiaro: la sicurezza non va mai sottovalutata. Ci sono stati episodi drammatici, danni e disagi reali. Ma la sensazione, spesso, è che si esageri.
Che si viva in un mondo in cui la normalità non basta più, serve sempre l’allarme, la parola che fa paura, il titolo che fa clic.

Un tempo dicevamo semplicemente: “Arriva il temporale”. Adesso si parla di “bomba d’acqua”, “ciclone mediterraneo”, “tempesta perfetta”.
Il risultato? Panico preventivo, gente che si aspetta catastrofi e poi, nella maggior parte dei casi, si ritrova con un acquazzone sì forte, ma niente di più.

Forse sarebbe il caso di ridimensionare, di ritrovare un po’ di misura.
Un temporale è un temporale: cade la pioggia, scende la temperatura, la vita va avanti.
Non servono né titoli da Armageddon né l’idea che ci stia cadendo il cielo in testa.

In fondo, il temporale di agosto continua a fare quello che ha sempre fatto: regalarci un po’ di fresco.
Il resto – le esagerazioni, i toni catastrofici, la paura a tutti i costi – non viene dal cielo, ma da noi.

Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
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