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Franco Bomprezzi spiegato ai no vax

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Elisabetta Piselli
Amo da sempre le parole, mi piace sceglierle, dosarle e scriverle. Sono giornalista freeelance e mi occupo anche di Digital Pr e Ufficio Stampa. Scrivo da anni sul blog di Milano da Vedere, dove amo raccontare le emozioni che trasmette la città e collaboro anche con Tutto Milano di Repubblica.

Questa notte sono stati imbrattati i murales realizzati alla Biblioteca Cascina Rossa. La scrittura creativa realizzata, afferma che il green pass è uguale ad una svastica e per sottolineare la cultura in fatto di Terzo Reich, gli autori hanno ben pensato di disegnare dei baffetti alla Hilter al viso dipinto su uno dei murales.

Ognuno è libero di pensarla come vuole sui vaccini e sul green-pass, sull’obbligo delle cinture di sicurezza, sul divieto di fumare nei locali. Ma pensare che imbrattare un’opera sia un modo di sottolineare le proprie idee è qualcosa che non ha senso.

E mettere i baffetti di Hitler a Franco Bomprezzi evidenzia ancor di più che l’ignoranza degli artisti in questione è tanta…

Chi è stato Franco Bomprezzi.

Nato a Firenze nel 1952, Franco era affetto da osteogenesi imperfetta. Spiego la malattia ai signori che lo hanno ridicolizzato con quei baffi. Spesso definita la malattia delle ossa di vetro, è una malattia genetica, che rende fragile lo scheletro, e chi ne è affetto non può camminare, rischia più facilmente delle altre persone fratture e porta spesso dolore fisico.

Franco Bomprezzi è stato un giornalista, e ha scritto per testate come il Corriere della Sera. Nel 2005 è stato insignito dell’Ambrogino d’Oro e nel 2007 è stato nominato Cavaliere della Repubblica da Giorgio Napolitano.
Ha sempre lottato per i diritti dei più deboli e a lui è intitolata la Casa dei Diritti in via de Amicis.

Ha lavorato negli anni precedenti Expo insieme alla Leda e al Comune di Milano per creare percorsi accessibili alle persone con disabilità (tutte le disabilità: motorie e sensoriali), ha denunciato per anni, attraverso la rubrica Gli Invisibili sul Corriere della Sera, i macro errori legati all’inaccessibilità realizzati a Milano (marciapiedi senza scivoli, impossibilità di usare i mezzi pubblici e la metropolitana in diverse fermate, impossibilità di accedere ai musei…) e grazie al suo lavoro e a quello di altri colleghi le cose in città piano piano cambiavano. E se oggi Milano è più accessibile lo si deve anche a lui.

Ecco perché usare un dipinto a caso, un viso a caso per protesta è la cosa più stupida che si possa fare.
I baffetti a Franco saranno tolti e i vandali troveranno altri muri su cui scrivere.
Ma ricordare chi è stato Franco Bomprezzi era un atto dovuto.franco bomprezzi

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