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Diurno di Porta Venezia, un luogo sospeso nel tempo

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Diurno di Porta Venezia: siamo in piazza Oberdan all’angolo con via Alessandro Tadino e ci troviamo davanti a una struttura che, a prima occhiata, non capiamo bene che cosa sia. Sembra una pensilina un po’ datata ed infatti lo è: era uno dei due ingressi all’Albergo Diurno Metropolitano Venezia, un centro che forniva servizi di varia natura per cittadini e viaggiatori.

Inaugurato nel gennaio del 1926 venne curato negli apparati decorativi, negli arredi e in una parte della concezione architettonica da Piero Portaluppi. Lungo 88 metri e largo 14 accoglieva i clienti in un ampio spazio elegantemente decorato da marmi e boiseries.

Era arredato con comodi divanetti da cui si accedeva alle salette che ospitavano barbieri, parrucchieri, servizi di manicure e una lavanderia oltre ad un agenzia di viaggio, un ufficio di cambio, servizi di dattilografia e telefonia, deposito bagagli e biciclette, caselle postali, uno sportello bancario ed anche una buvette.

Diurno di Porta Venezia

Una fontana con la statua Igea sul fondo del salone segnava il passaggio alla zona termale, dove si trovavano vasche da bagno e docce. In corrispondenza di quest’area, in piazza Oberdan, si trovano due colonne, una delle quali contiene una canna fumaria attraverso cui venivano convogliati i vapori emessi dalle terme.

diurno porta venezia
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Al Diurno di Porta Venezia i viaggiatori che giungevano a Milano dalla vicina Stazione Centrale, a quell’epoca situata in piazza della Repubblica, o che provenivano da Monza attraverso la linea tranviaria che transitava da piazza Oberdan, potevano trovare refrigerio dopo il loro viaggio.

Gli avventori non erano solo i viaggiatori, anche gli abitanti del quartiere infatti usufruivano dei bagni per lavarsi. All’epoca, notoriamente, le case di ringhiera avevano un bagno solo per pianerottolo comune a tutti, dove la doccia non esisteva.

diurno porta venezia
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Il Diurno di Porta Venezia era un bene necessario e per questo funzionò benissimo finché la Stazione Centrale non venne spostata in piazza Duca d’Aosta. Questo provocò un calo della clientela che andò sempre più affievolendosi col passare del tempo, quando ogni casa venne dotata di doccia o vasca rendendo superfluo il servizio principale del Diurno.

Abbandonato per anni la sua gestione è stata presa in mano dal FAI grazie a cui è possibile visitare gli antichi Bagni di Milano. Al momento, a causa del restrizioni per Covid non è possibile farlo ma, non appena le misure restrittive verranno allentate, tenete d’occhio il sito per non perdervi una visita in questo insolito posto.

diurno porta venezia
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