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Dettagli da conoscere meglio: il toro in galleria

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Quante volte sarete passati dal centro ed avrete visto decine e decine di turisti (sì va bene, qualche mese fa, ma prima o poi torneranno, non vi preoccupate) intenti a girare con il tallone proprio sui poveri attributi del nostro toro? Sicuramente tante! Tutto per un po’ di fortuna…. o no?

Si racconta infatti che, il gesto di pestare il toro, nulla abbia a che vedere con la fortuna, ma con il disprezzo dei milanesi verso il simbolo della città “nemica”, Torino. E proprio il toro, simbolo del capoluogo piemontese, ne faceva le spese, visto che i nostri predecessori volevano proprio rovinarlo per non vederlo più nella loro galleria.

Questo accadeva i primi anni di vita della nostra Galleria: poi arrivarono le guerre e come dire… i nemici erano altri. E subito dopo il boom economico e tutto veniva preso in modo diverso, da gesto di disprezzo a porta fortuna, con tutte le variabili possibili: con il tacco, a capodanno, con la punta, tre giri…

A prescindere dalla simpatia che nutriamo per la città di Torino, a noi piace che si conosca il vero motivo per cui questo gesto è nato. E confessiamo che ridiamo sempre con gusto quando, almeno un paio di volte l’anno, i tifosi delle due squadre torinesi, vengono qui in trasferta e nella speranza di portare buono alle rispettive squadre… si calpestano da soli!