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Aprite quella porta. Insomnia vi aspetta

Con Chef Federico Rottigni un viaggio nel primo dessert bar di Milano

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Aprite quella porta. Sì, manca il non. Questo è un invito a varcare una soglia davvero particolare. Una soglia che scatenerà i vostri sensi. Tutti. Sto esagerando? No, ma se volete provare a smentirmi (non ci riuscirete) dovete fidarvi e provare.

Quello che sto per raccontarvi è una delle esperienze più incredibili che abbia provato seduto ad un tavolo di un ristorante a Milano. E non solo. Anzi, mi correggo: seduto al bancone di marmo. Sì perché è la prima cosa che mi ha colpito: niente tavoli. Ci si siede qui con chef ed aiutanti proprio di fronte. Come a dire: siamo noi, è tutto qui, non c’è trucco né inganno.

I primi sensi entrano in fibrillazione: vista e udito vengono coinvolti con suoni e luci che creano atmosfere particolari con Federico Rottigni, lo chef, che inizia quello che non posso definire in altro modo che Spettacolo, con la S maiuscola. Almeno fino a quando non arriva il primo piatto. Già perché passano solo pochi istanti e quello che inizia per chi come il sottoscritto è dall’altra parte del bancone è un viaggio. Unico, immersivo, nello spazio e nel tempo.

Dessert Bar, un viaggio con tutti i sensi

Le rivisitazioni sono talmente particolari così come le composizioni dei piatti che non posso che essere trasportato esattamente dove Federico ha scelto di portarmi. E, come se già non fosse tanto, ogni portata ha abbinato un cocktail che rende l’esperienza ancora più profonda. E sentita.

E mentre le luci cambiano e la musica mi porta prima a ritroso nel tempo e poi quasi a “sentire” il domani, mi rendo conto che quelli che ho davanti sono piatti che rientrano nella categoria “pasticceria”. L’avevo letto, me lo aveva detto, ma l’ho completamente dimenticato. L’esperienza, tutta nel suo insieme, è qualcosa che si gusta fino in fondo. Ad ogni istante. E, ve lo assicuro, dopo un’ora e mezza di viaggio, sentire che “siamo arrivati alla fine” mi ha fatto solo pensare a “domani torno”.

Se quindi vi siete chiesti almeno una volta se sia possibile viaggiare rimanendo fermi in una sala di ristorante, la risposta è ECCOME!

E non appena tornerete, avrete un’idea completamente diversa delle parola Dessert. Ah, già quasi dimenticavo. Se vi state domandando per quale motivo, io che fotografo tutto, non ho messo qui, tra un capoverso e l’altro, qualche scatto di questi incredibili momenti vissuti al Dessert Bar, la risposta è duplice. In primo luogo perchè il telefonino rimane in tasca e secondo perchè ad oggi non esiste un apparecchio elettronico in grado di riprodurre tutto quello che qui si vive. Metto solo quella fatta a fine cena, prima di andare via.

Lo ripeto, recuperando un battuta degli anni ’80: provare, per credere!


INSOMNIA – An unexpected tasting journey from Dessert Bar Milano on Vimeo.

Dessert Bar

Via Crocefisso, 2 (20121-Milano)
Prenotazioni allo 02/23054678
www.dessertbarmilano.com
5 atti con drink pairing:
turno h 19:45 € 90,00 p.p.
turno h 22:15 €100,00 p.p.