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Abbattiamo il Castello: hanno ragione Gianni, Carla ed Enzo

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Vecchio, storicamente sorpassato. Ricordi di un’epoca o per meglio dire epoche che vogliamo dimenticare. Momenti della storia milanese durante i quali prepotenti facevano quel che loro pareva ai cittadini.

Leggiamo i vostri commenti e non possiamo non prendere in considerazione questo pensiero: d’altro canto se a “Gianni” non piace, a “Marta” fa cagare a “Enzo” non è mai piaciuto e “Carla” dice che non sarà mica arte questa, chi siamo noi per dire il contrario? O quanto meno, chi siamo noi per poter mostrare qualcosa che a tutti loro non piace?

E adesso che ci pensiamo, anche il Duomo in fin dei conti quando è stato costruito mica piaceva così tanto. Prendiamo esempio dall’ingresso del palazzo in corso Venezia, la Ca’ di Ciapp. I nonni di Marta, Enzo, Gianni e Carla hanno fatto ben capire che faceva loro schifo e difatti le statue delle chiappe sono state tolte.

Facciamo lo stesso con tutto quello che non vi piace, togliamo tutto. Fa niente se fra 100 di voi, ad un paio magari queste cose piacciono. Se per Gianni questa non è arte, leviamola. Magari diamo pure fuoco a qualcosa. In fin dei conti, fa schifo, no?

Signore e signori miei, le opinioni sono sacre, senza se e senza ma. Quando però ci troviamo a ricevere un messaggio da parte di facebook che ci avvisa che qualcuno ha segnalato una foto, di una mostra, e che tolgono il nostro post per questo motivo, allora cari, carissimi, c’è davvero qualcosa che non va.

E non ce ne frega un cazzo del nostro post sia ben chiaro. Ma se ci dobbiamo trovare nella condizione di dover pensare che questa foto o quell’altra non piaccia a qualcuno che si erge a difensore della morale e decide di segnalarne il contenuto, beh, allora siamo davvero messi male.

Perchè una cosa può piacere o meno (chi vi scrive non ama Cattellan), ma ogni espressione artistica, anche quelle che riteniamo discutibili, devono poter essere mostrare senza problemi: poi ciascuno dirà il proprio pensiero, meglio se educatamente (ma questo è chiedere troppo in effetti).

Se a Facebook non piace l'arte di Cattelan
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