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L’altra faccia del pollo fritto americano

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Come spesso accade, su queste pagine pubblichiamo anche alcuni comunicati stampa che quotidianamente riceviamo.

Lo facciamo per una serie di motivi, tra cui il fatto di poter segnalare anche qui le novità che riguardano la nostra città, non solo di natura artistico-storica.

Riportiamo queste notizie senza mai mettere nulla di nostro, nè commenti nè giudizi, facendo a volte un banale copia-incolla della notizia arrivata (sempre dopo averla letta comunque).

Ieri, tra i vari comunicati arrivati, c’era anche quello della catena di negozi americani dedicati al pollo fritto: la notizia era l’imminente apertura di un nuovo locale in Chinatown, Paolo Sarpi.

Sappiamo perfettamente che il pubblico è variegato e, la nostra storia ci insegna, capita che ci siano persone più toccate da vicino rispetto ad altre. In questo caso il numero di segnalazioni che abbiamo ricevuto in proposito, ci porta a voler dar voce anche a chi per l’appunto, sta dall’altra parte. O per meglio dire, sopra quello che sarà il nuovo negozio.

Tra mail e commenti arrivati, quelli delle persone che stanno vivendo a stretto contatto con i lavori per l’apertura del nuovo KFC ci hanno davvero colpito, anche ma non soprattutto perchè conosciamo bene la zona e la bellezza di quesi cortili di una Milano che era e che sopravvive nonostante tutto e tutti.

Il retro di quello che infatti sarà il nuovo negozio KFC è infatti oggetto di un cambiamento pesante, come da immagini che ci sono state inviate. La corte ha visto l’arrivo di “materiali” certamente utili per l’attività ma che vanno a cambiare la fisionomia del luogo. E le persone che qui abitano certamente avranno un affaccio ben diverso rispetto a quello che hanno potuto godere fino a qualche tempo fa.

E’, come spesso accade, il continuo scontro tra modernità e passato, tra ieri ed oggi. Giusto cambiare in questo modo in nome del commercio? Una domanda che avrà certamente tante risposte, pensieri e considerazioni. A noi, guardando bene le foto qui sotto, la risposta viene proprio dal cuore: a volte dovremmo aggiungere un NON al nostro nome.

L'altra faccia del pollo fritto americano
L’altra faccia del pollo fritto americano
L'altra faccia del pollo fritto americano
L’altra faccia del pollo fritto americano
L'altra faccia del pollo fritto americano
L’altra faccia del pollo fritto americano