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Abitudini di una volta che, forse, abbiamo dimenticato

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Ci sono cose, ricordi, che ogni tanto saltano fuori dalla testa senza neanche un perchè. Personalmente mi capita spesso: a volte credo di avere qualche strano tarlo.

Ad ogni modo, senza invocare una perizia psichica, oggi mi è tornato alla memoria quando, parlo degli anni ’70 del secolo scorso, mia madre mi diceva di andare a prendere il pane.

Detta così può far sorridere, ma quel breve viaggio aveva tutto un suo perchè.

Abitudini di una volta che, forse, abbiamo dimenticato

Il pane lo compravamo da panificio o per meglio dire panettiere all’angolo della strada: ad aspettare me e tutti i clienti c’era la Sciura Maria. Entravo e quel profumo di pane mi avvolgeva, era capace di farmi venire fame nel giro di pochi secondi.

Chiedevo quello che mia madre mi aveva detto di prendere, dicevo la solita frase “paga dopo la mamma” e uscivo, sapendo già che la sciura Maria aveva aggiunto alla mia ordinazione una michetta. Era impossibile infatti tenere in mano quel sacchetto di pane senza mangiarne almeno un pezzo.

Ricordo il profumo, il sapore e quella sensazione di benessere.

Se dovessi basarmi sull’esperienza personale direi che queste cose non accadono più, ma sono certo o per meglio dire, sono fiducioso del fatto che ci sia ancora in qualche strada milanese qualcuno che manda il figlio a prendere il pane e che, strada facendo, ne addenti un pezzo!