fbpx

DiMeglio ci porta al Phaser Studios

Più letti

Esce martedì 25 maggio 2021 il primo full length di DiMeglio dal titolo Il mio divano. Un nuovo capitolo definitivo che racchiude i pezzi scritti nel periodo 2015-2018 dal cantautore lombardo dall’inconfondibile timbro vintage-pop. Il titolo è stato scelto dall’autore con l’intento di spiegare in un album, il suo intorno, il suo mondo, gli stati d’animo e il vissuto di quegli anni.

Il Mio Divano è un disco che grida all’indipendenza e alla crescita personale, che fa del suo anelito i sogni, che cerca di interrogarsi sull’ideale della realizzazione, ma, che affronta un processo di introspezione che mi porta ad una ricerca e ad una conoscenza di me stesso piuttosto che della realizzazione stessa. L’amore, il lavoro, la famiglia, il futuro, il passato, il presente, tutte messe su un unico piatto, con l’intenzione di arrivare ad una quadra, la conoscenza di sé.

Ci ha portato nello studio dove ha registrato il disco, ed ecco cosa ci ha raccontato!

dimeglio
dimeglio

DiMeglio in studio

In che modo i Phaser Studios sono diventati un po’ anche casa tua?
I Phaser Studios sono diventati anche casa mia perché li ho visti nascere, ho visto tirar su i muri per creare lo studio, ho visto i muri bianchi e le stanze vuote   ancora da arredare. Io e Andrea (Nati) suoniamo insieme dal 2015, e poco tempo dopo, con Daniele hanno tirato su questo studio meraviglioso, nella quale ho avuto la fortuna di fare musica in amicizia e professionalità. Più casa di così.

Cosa puoi raccontarci dei ragazzi che hanno aperto lo studio?
Andrea e Daniele in primis sono due persone d’oro, e non lo dico solo perché sono come dei fratelli per me, ma perché la trasparenza, la voglia, il coraggio e la professionalità con la quale vivono la musica è pazzesca. Andrea (Nati) oltre che un chitarrista a mio parere eccelso, è un super producer, mi meraviglio sempre dei passi avanti fatti insieme dal 2015, quando suonavamo nel garage del nostro batterista. Daniele invece è un ingegnere del suono, un grande conoscitore dei programmi e degli strumenti con i quali si fanno la musica. Non riesco neanche a citare quante cose sia in grado di fare questo ragazzo, mi limito a dire che i suoi mix mi svoltano sempre i brani. Io penso di non aver mai visto una persona con così tante skills di problem solving, utilissime in questo mondo musicale, dove di problemi ce ne sono a flotte. Non posso esimermi da menzionare anche il mio batterista, Matteo, eclettico della batteria, amante della musica al livello più puro, è quello che mi fa sempre capire che conta solo la musica, la bella musica. Che dire, con questi ragazzi ci ho passato emozioni fortissime, mi commuovo a parlare di loro.

Come hai lavorato al tuo disco? Quanto tempo hai passato qui?
Allora la mia procedura tendenzialmente è questa: vivo esperienze, faccio pensieri e li trasformo in canzoni a casa mia, voce e chitarra. Poi sottopongo i brani che ho scritto ai ragazzi e quelli che ci piacciono di più li produciamo. Da qui vado in studio da Andrea (Nati) e facciamo la prod e le voci, o solo io e lui o anche tutti insieme, dipende dalle disponibilità. A volte io e Nati svoltiamo una prod in 20 minuti, a volte la cambiamo 10 volte per mesi, forse anche un po’ troppo alla ricerca della “nostra perfezione”. Da qui la prod passa in mano a Daniele (Faso) che registra le batterie con matteo e completa i brani di mix. Insomma, una sorta di catena di montaggio creativa. Qui in studio ci ho passato una valanga di notti insonni dal 2016/2017 ad oggi, le rifarei tutte, una ad una.

Sappiamo che questo studio è stato anche coinvolto in alcuni concerti in streaming per compensare la mancanza di live veri. Hai partecipato anche tu?
Si, causa pandemia anche i ragazzi si sono dovuti un po’ reinventare per portare la musica a casa delle persone. Collaborando con tutti giù parterre hanno creato parterre digitali, dove molti artisti si sono esibiti in diretta streaming. Iniziativa bellissima e soprattutto molto ben eseguita. Ci voleva proprio. Io non ho partecipato a questa iniziativa, ma ho fatto un mio concerto live streaming personale, il giorno del mio compleanno, avevo troppa voglia di suonare, è stato emozionante e allo stesso tempo molto strano.

La cosa più bella che è successa qui dentro?
Di cose belle ne sono successe parecchie, sinceramente non riesco a trovare la più bella. Ci siamo emozionati molto quando abbiamo ascoltato insieme il disco finito, è stata come la nascita di un figlio. Comunque, le cose più belle che accadono qui, per me, sono la musica e l’amicizia.

Come mai, a proposito de Il mio divano, hai scelto quest’anno per pubblicare questi tuoi brani che hai scritto nel periodo 2015-2018?
Questioni di tempo, di voglia di fare le cose per bene, di non mettere fretta alla musica, di valutare al meglio le nostre scelte musicali e non. Semplicemente si cresce e si migliora, ci siamo affezionati tutti tantissimo a questo disco ed ognuno ha lasciato dentro le canzoni una parte di sé. È stato quasi difficile lasciarlo andare via.

dimeglio
dimeglio