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Grezzago, piccolo comune della provincia milanese orientale, fa parte del territorio della Martesana.

Le origini di Grezzago sono incerte, non sono mai state rinvenute tracce di una centuriazione romana sebbene nei comuni circostanti fosse presente. Ciò fa pensare che in quel periodo il suo territorio fosse semplicemente ricoperto dai boschi.

La prima testimonianza scritta dell’esistenza di Grezzago risale al 1154 e si tratta di una bolla papale di Adriano ma la presenza della chiesa di San Martino fa pensare che la sua fondazione sia collocabile all’epoca carolingia.

Tra il XII e il XIII secolo Grezzago entrò sotto la sfera di influenza di Milano che amministrava la giustizia, il potere militare e la riscossione delle imposte.

Durante la dominazione spagnola la popolazione grezzaghese si trovò in condizioni terribili dovute allo sfruttamento economico ed alla subordinazione sociale a cui i più poveri tentarono di reagire arruolandosi nelle truppe spagnole o in bande dedite al brigantaggio. Molti persero la vita causando un calo demografico accentuato dalle epidemie di peste e dalle carestie.

Nel 1652 il feudo di Grezzago venne acquistato dal patrizio milanese Massimiliano Morone Stampa. Egli ricompensò la fedeltà dei suoi sudditi con la ristrutturazione della chiesa di San Martino rifacendo il campanile e costruendo la sacrestia.

Con la dominazione austriaca venne data al territorio un’amministrazione esemplare, in netta contrapposizione all’indifferenza e alla corruzione del governo spagnolo. Con la creazione delle mappe catastali non solo vennero registrati i confini dei territori e le relative colture, ma vennero anche suggerite le colture più adatte per ogni territorio spronando, in questo modo, i proprietari a far rendere le terre nella maniera migliore.

Tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX si affermò l’industria tessile e l’allevamento di bachi da seta.

In piazza San Martino si trova Villa Zoja, dimora storica che per cinque secoli ospitò illustri personaggi. Appartenuta ai Soncino-Stampa nel 1851 venne acquistata da Giovanni Zoja che avviò nelle vicinanze una filanda per la produzione della seta che poi si trasformò in torcitura, dando lavoro a molti abitanti della zona fino al 1969. Conserva al suo interno affreschi seicenteschi e bei soffitti ad ombrello lunettato.

Villa Zoja insieme alla chiesa di San Martino sono l’orgoglio di Grezzago. Quando passate di qua venite a dare un’occhiata!

grezzago
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