HomeEditorialeVacanze? Sì, ma o tutti o nessuno!

Vacanze? Sì, ma o tutti o nessuno!

Arriva l’estate e come ogni anno, oltre al solleone e alla voglia di fuga, spuntano come margherite gli annunci tipo:

“Cerco dog sitter per luglio, zona Milano centro.”
“Qualcuno conosce una pensione per gatti super fidata?”
“Cerco amante degli animali per tenere il mio micio mentre sono in vacanza. Niente di che: deve solo dargli da mangiare, fargli compagnia, leggere poesie di Rilke e ascoltare con lui jazz svedese.”

E io leggo. E mi mordo la lingua. Perché so che il mio punto di vista non è popolare. So anche che probabilmente è sbagliato. Ma tant’è.

Per me cane e gatto sono famiglia. Senza se e senza ma.

E se vado in vacanza, la famiglia viene con me. Punto.

Ora, chiariamo subito una cosa: non sono un talebano del trasportino. Lo so che ci sono casi in cui proprio non si può portare l’animale: voli intercontinentali, strutture inospitali, viaggi complicati, o magari situazioni di salute. Succede. È successo anche a me. Ma con una postilla fondamentale: il gatto non sta da solo.

Quando i miei partono, io resto con lui. Quando io parto, resta qualcuno di casa. Casa sua. Con la sua voce di riferimento. Con i suoi rituali.
Non lo porto in pensione, non lo lascio alla portinaia (che già ha il suo bel da fare), e nemmeno all’amico gattaro che “salgo quattro volte al giorno, tranquillo”.

No, grazie.

Lo so che si arrangerebbe. Che mangerebbe. Che probabilmente dormirebbe anche molto. Ma non è questo il punto.
Non si tratta solo di dare crocchette e cambiare la sabbia.
Si tratta di esserci.

Un cane o un gatto sono anime che ci camminano accanto. E se ci scelgono, meritano qualcosa che va oltre la logistica.

Per me, lasciare un animale da solo per due o tre settimane è come dire a un figlio: “Divertiti! Torniamo quando siamo abbronzati!”
Non è che non me la sento.
È che non voglio proprio.

Milano in estate si svuota, certo. E tanti restano in città proprio per accudire gli animali di altri. Bravi loro, davvero. Ma io resto per il mio. Il mio saluto al mattino, le fusa quando torno a casa, le corse matte alle tre di notte senza motivo apparente.

C’è chi parte per Bali, chi per la Puglia. Io vado dove posso portarlo. O resto dove c’è lui. E sto benissimo.

Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
A tal proposito
Leonardo. Tutti i dipinti. 40th Ed. Ediz. italiana

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