Le origini della basilica vetus a Milano
La cattedrale di Santa Maria Maggiore, conosciuta nei secoli più antichi come basilica vetus o basilica minor, fu uno dei primi e più importanti edifici religiosi di Milano. La sua costruzione iniziò nel 314, appena un anno dopo l’editto di Milano, che restituì libertà di culto ai cristiani. Sorta nel cuore di Mediolanum, la Milano romana, la basilica vetus fu la prima basilica paleocristiana di Milano, ponendosi come cuore spirituale e religioso della città.
L’antica cattedrale di Milano venne consacrata durante l’episcopato di Materno, successore del vescovo Mirocle, e rimase per secoli l’edificio religioso di riferimento prima della costruzione del Duomo di Milano. Sorgeva proprio nell’area oggi occupata dall’abside del Duomo moderno.
Il complesso episcopale della Milano paleocristiana
La basilica vetus faceva parte di un articolato complesso episcopale insieme alla basilica maior (in seguito conosciuta come basilica di Santa Tecla), al battistero di San Giovanni alle Fonti e al battistero di Santo Stefano alle Fonti. Questo sistema, comune nelle città vescovili del Nord Italia, prevedeva due basiliche molto ravvicinate: la cattedrale di Santa Maria Maggiore come sede invernale e la basilica maior come cattedrale estiva.
Tra le due basiliche, in corrispondenza dell’ingresso odierno del Duomo di Milano, si trovava il battistero di San Giovanni alle Fonti, mentre a nord della basilica vetus era situato il più piccolo battistero di Santo Stefano alle Fonti. Il complesso episcopale comprendeva anche il Palazzo Arcivescovile, edifici amministrativi per il clero e un ospizio per anziani, a testimonianza del ruolo centrale che questa antica cattedrale di Milano ricopriva nella vita della città.
La trasformazione in cattedrale medievale
Nel IX secolo, il vescovo Angilberto I decise di trasformare la basilica vetus in una vera e propria cattedrale, rinominandola cattedrale di Santa Maria Maggiore. I lavori si conclusero sotto Angilberto II nell’836, conferendo all’edificio un aspetto romanico e gotico. Così la basilica vetus di Milano si evolse in un luogo di culto più moderno, destinato a ospitare importanti funzioni religiose, comprese le attività vescovili e l’istruzione dei catecumeni.
La cattedrale di Santa Maria Maggiore continuò a essere utilizzata nei mesi invernali, mentre la basilica maior (divenuta Santa Tecla) rimaneva la sede estiva. Questo alternarsi delle funzioni liturgiche, detto transmigratio, avveniva con solenni cerimonie nella terza domenica di ottobre e alla vigilia di Pasqua.
I battisteri e le scuole del clero
Già dal IV secolo erano presenti due battisteri: San Giovanni alle Fonti, destinato inizialmente agli uomini, e Santo Stefano alle Fonti per le donne, anche se con il tempo la distinzione scomparve. Entrambi furono restaurati durante gli interventi di rinnovo della basilica vetus. All’esterno della cattedrale si trovava un grande quadriportico, mentre lateralmente vi era un atrio riservato alle scuole del clero, testimonianza di quanto fosse articolato e funzionale questo complesso episcopale di Milano.
L’età viscontea e la costruzione del nuovo Duomo
Nel Trecento la basilica vetus visse una nuova stagione di interventi: Azzone Visconti fece edificare un grande campanile, probabilmente a base ottagonale, sull’angolo nord-occidentale. Tuttavia il campanile crollò nel 1353, causando gravi danni alla facciata, poi ricostruita verso il 1380 in uno stile vicino a quello veneziano.
Con l’avvio del cantiere per la costruzione del nuovo Duomo di Milano nel 1386, la basilica vetus di Milano iniziò a essere gradualmente demolita a partire dalla zona orientale. Alcune parti dell’edificio furono riutilizzate come magazzini o ricoveri per materiali e attrezzi del nuovo cantiere, a dimostrazione di come l’antica cattedrale di Milano fosse strettamente legata alla nascita della nuova grandiosa fabbrica gotica.
Il riutilizzo e la demolizione definitiva
Nel 1395, visto il lento procedere dei lavori per il nuovo Duomo, si decise di riattivare temporaneamente la cattedrale di Santa Maria Maggiore, liberandola dai materiali di cantiere e rendendola di nuovo funzionale al culto. Fu perfino eretta una piccola torre campanaria provvisoria tra 1398 e 1399 per ospitare le campane, in sostituzione di quelle precedenti.
Solo con l’arrivo a Milano di Papa Martino V, nel 1418, per la consacrazione del nuovo altare maggiore del Duomo, furono abbattuti definitivamente i resti dell’abside superstite della basilica vetus, chiudendo così la sua lunghissima storia.
Architettura e resti archeologici della basilica vetus di Milano
La basilica vetus misurava 65 per 30 metri, era divisa in tre navate con soffitto a capriata, dotata di un deambulatorio intorno all’altare maggiore e di un atrio d’ingresso, oltre a un quadriportico esterno.
Oggi sopravvivono soltanto i resti del muro della facciata romanica, conservati nei locali della Veneranda Fabbrica del Duomo, purtroppo non aperti al pubblico. Sono invece visitabili nei sotterranei del Duomo di Milano i resti della basilica maior, del battistero di San Giovanni alle Fonti e del battistero di Santo Stefano alle Fonti, preziose testimonianze del complesso episcopale che precedette la costruzione della moderna cattedrale gotica simbolo della città.

