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Il Polittico di Monte San Martino: un Natale dorato a Palazzo Marino

L’opera dei fratelli Crivelli arriva dalle Marche a Milano: un viaggio nel lato più enigmatico e affascinante del Rinascimento.

Ogni dicembre Palazzo Marino regala ai milanesi un capolavoro diverso, e quest’anno la sorpresa arriva dal cuore delle Marche. Nella Sala Alessi brilla infatti il Polittico di Monte San Martino, opera firmata dai fratelli Carlo e Vittore Crivelli, protagonisti di un Rinascimento che difficilmente somiglia a quello che studiamo sui libri.

Realizzato nel 1490, il Polittico di Monte San Martino sembra giocare con le epoche: pur conoscendo benissimo la nuova cultura umanistica — da Padova a Urbino, i Crivelli avevano visto tutto — scelgono volutamente altro. Scelgono il passato, i fondi oro, le cornici gotiche, l’atmosfera fiabesca. Scelgono, in pratica, di essere fuori moda.
Ed è proprio questo che oggi ce li fa amare.

Carlo Crivelli, veneziano dal carattere spigoloso e artista eccentricamente libero, non segue la scia dei grandi centri del tempo. Preferisce una via personale: ricca, decorativa, piena di dettagli che sembrano usciti da un sogno medievale più che da un manuale rinascimentale. In questo, il Polittico di Monte San Martino è un esempio perfetto: un’opera sospesa fra devozione, fantasia e un pizzico di mistero.

Carlo e Vittore Crivelli: i fratelli che trasformavano i santi in personaggi da fiaba

Entrando nella Sala Alessi, l’occhio corre subito alla cornice gotica del Polittico di Monte San Martino, che ricorda le guglie del Duomo. Ma è avvicinandosi che scattano gli stupori più belli.
Le figure dipinte — santi, arcangeli, martiri — non sembrano davvero “rinascimentali”: sono troppo eleganti, troppo raffinate, troppo… teatrali.

Carlo Crivelli amava perdere tempo nei dettagli, e si vede. Le sante di questo polittico sembrano principesse, con boccoli scolpiti come onde e mani sottilissime, quasi artigli da creatura leggendaria. San Michele ha ginocchia che diventano occhi e becco di un rapace, in un gioco visivo che mescola sacro e fantastico senza chiedere permesso.

Il pubblico dell’epoca? Non erano i Medici o i duchi raffinati.
Erano frati domenicani e francescani delle Marche, più attenti alla salvezza dell’anima che alle mode artistiche. Ed è grazie a loro che i Crivelli poterono dipingere così liberamente, regalando a noi un Rinascimento “altro”: simbolico, visionario, quasi gotico nei sentimenti.

Il Polittico di Monte San Martino, completato dal fratello Vittore dopo l’intervento del più celebre Carlo, non è forse il capolavoro assoluto dei due. Ma è un’opera che conquista. Per luce, per ritmo, per quella capacità di far dialogare il vero con il fiabesco nel giro di un centimetro di tavola.

Visitare il Polittico di Monte San Martino a Palazzo Marino

L’opera è esposta gratuitamente nella Sala Alessi di Palazzo Marino fino all’11 gennaio, ogni giorno dalle 9.30 alle 20 (il 7 dicembre chiusura alle 12).
Ad accogliere i visitatori ci saranno storici dell’arte pronti a guidare la scoperta del polittico, raccontando curiosità, simboli e la storia dei fratelli Crivelli.

Un’occasione perfetta per lasciarsi sorprendere da un Rinascimento che non assomiglia a nessun altro, e che a Milano, quest’anno, brilla d’oro.

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