Home2025C’era una volta… la metropolitana che voleva arrivare a Baggio

C’era una volta… la metropolitana che voleva arrivare a Baggio

C’era una volta un quartiere, Baggio, che guardava Milano da lontano. Ne faceva parte, certo, ma era come se vivesse ai margini di una storia scritta altrove. Mentre i treni rossi della metropolitana correvano sotto terra, silenziosi e puntuali, lui restava lì ad aspettare.

Aspettava da anni. Anni di promesse, di mappe disegnate e poi cancellate, di bandi lanciati e rimasti sospesi come sogni all’alba. Ogni tanto, qualcuno diceva: “Presto! È fatta!” E poi il silenzio. Come nelle favole, quando il protagonista perde quasi la speranza.

Ma a volte, anche le storie che sembrano ferme trovano improvvisamente la loro strada. È successo anche questa volta: la metropolitana rossa arriverà a Baggio.

Dopo mesi di incertezze, documenti mancanti, gare deserte e costi da rivedere, qualcuno ha finalmente pronunciato le parole magiche: “Aggiudicato.”
E così, un consorzio di imprese (che in questa storia potremmo chiamare gli artigiani del ferro) inizierà presto a scavare sotto Milano.

Tre nuove fermate nasceranno come frutti maturi lungo un ramo rosso che si allunga verso ovest: Parri-Valsesia, Olmi e infine Baggio.
Saranno 3,3 chilometri di tunnel, 2.300 giorni di lavoro e un investimento di 362 milioni di euro. Un’opera tanto attesa da sembrare impossibile, e proprio per questo ancora più preziosa.

La voce registrata della metropolitana, quella che scandisce le fermate come una filastrocca metropolitana, arriverà anche qui.
“Fermata: Baggio. Apertura porte: 2031.”
Non è domani. Ma per chi ha aspettato così a lungo, sei anni non sono poi così tanti.

E nel frattempo, mentre si scavano i cunicoli sotto la città, altre storie iniziano a muoversi: si parla di un deposito a Baggio, di un prolungamento verso Monza, di una Milano sempre più connessa, capillare, raggiungibile.

Questa volta, davvero, il treno arriverà.
E quando lo farà, sarà un giorno da ricordare.
Perché ogni quartiere, anche quello che aspetta in silenzio ai confini della città, merita il suo lieto fine.

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