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Ultime Sigarette ci porta nei cinque luoghi di Milano che hanno fatto la sua storia musicale

Una città si può raccontare anche attraverso i luoghi in cui abbiamo ascoltato concerti indimenticabili, incontrato persone destinate a diventare amici, trovato un palco su cui esibirci o mosso i primi passi nel mondo della musica. Ma esiste anche una geografia fatta di spazi scomparsi, occasioni mancate e ricordi che riaffiorano ogni volta che si ripercorrono le stesse strade.

Milano, da questo punto di vista, è una città in continua trasformazione: alcuni luoghi sono riusciti a rinnovarsi e a conservare la propria vocazione culturale, mentre altri hanno lasciato un vuoto difficile da ignorare.

Ultime Sigarette, progetto musicale di Alessandro Rinaldi, conosce bene questo mondo, avendolo attraversato anche nella veste di organizzatore di eventi e promoter. Gli abbiamo chiesto di scegliere cinque luoghi milanesi significativi per il suo percorso musicale, tra spazi che hanno rappresentato un punto di partenza, festival che si sono trasformati in lezioni difficili da dimenticare e locali che continuano a tenere viva una certa idea di cultura indipendente.

Ne è venuto fuori un itinerario personale, fatto di entusiasmo, aneddoti, fallimenti raccontati senza troppi rimpianti e gratitudine per chi continua a investire energie nella musica dal vivo. Perché raccontare questi posti significa anche interrogarsi su ciò che Milano è stata, su quello che è diventata e su tutto ciò che rischia di perdere quando gli spazi dedicati alla cultura lasciano il posto ad altro.

Base Milano / Officine Creative Ansaldo

Praticamente il nostro battesimo da organizzatori: qui infatti abbiamo avuto la prima vera occasione da operatori, grazie a quel matto visionario di Claudio Trotta (che all’epoca gestiva la sperimentazione alle Officine Ansaldo), che ha avuto il coraggio di chiamare quattro ragazzi che avevano organizzato giusto un paio di “feste dove si suonava” a riempire 4000 mq di contenuti. Quei ragazzi hanno risposto con “Il Festival di Saremo”, rassegna di band, illustratori, DJ e talenti emergenti qualche settimana prima del ben più celebre Sanremo.

Risultato: 1500 persone e l’incredulità di tutti, in primis nostra.

Quella sera siamo entrati ragazzi appassionati e inconsapevoli, siamo usciti promoter.

Quando poi è diventata Base Milano, siamo stati tra i primi a trasferirci lì (a proposito di traslochi) con ufficio, contribuendo alla programmazione e allo starting up di quello che, con tutte le difficoltà, rimane uno dei più ambiziosi progetti in ambito culturale cittadino.

“L’importante è essere visionari”

Fabbrica del Vapore

Continuiamo con un fallimento, il più clamoroso, eclatante possibile. 2015, anno di Expo. Con la nostra associazione decidiamo di organizzare DIZ Festival. Otto mesi di lavoro per 33 band in tre giorni, 15 euro e una line-up che a guardarla oggi fa sorridere: Dargen D’Amico, Iosonouncane, Antonio Di Martino e un davvero imberbe Lucio Corsi (tutti rigorosamente pre-boom sanremese), più altre chicche: Mouse on Mars il sabato sera, la prima su un palco del Terzo Segreto di Satira la domenica, per citarne due.

Di contro, in corsa spuntano eventi gratuiti in ogni angolo (anno di Expo) e tre giorni di caldo record, penso ancora oggi imbattuto, con un memorabile allestimento a +42° (in allegato foto esplicativa).

Risultato: un fiasco gigantesco, il più classico tra i passi più lunghi della gamba. Ci sono voluti quasi due anni di traslochi per rimettere i conti in ordine.

Tornando al luogo, è un posto molto bello con un gran potenziale, ma che per un motivo o per l’altro non è mai riuscito a ricavarsi davvero una sua identità nello scenario cittadino.

“Finché va bene, è divertente”

Germi / Cicco Simonetta

Tra queste mura ho fatto il mio primissimo concerto venti e rotti anni prima che riaprisse come Germi. Il “Cicco” è stato per anni un approdo sicuro e familiare nel traffico delle notti milanesi. Fa molto piacere che, a differenza di tanti altri casi (alcuni li trovate qui sotto), abbia mantenuto e anzi aggiornato e amplificato la sua vocazione originaria.

W Germi!

“Gin Tonic?”

In allegato foto di Mercuri, che ha appena presentato lì un gran bel disco.

Via Ripamonti / La Casa 139 / La Salumeria della Musica

Menzione speciale per due di tutti i posti che non ci sono più: quando passo in via Ripamonti (ma l’effetto è simile in corso XXII Marzo, tra Rolling Stone e Plastic) è inevitabile ripensare a una stagione mitica che in tanti abbiamo vissuto e a quanta varietà questa città si sia persa per strada, per fare posto all’ennesimo supermercato o condominio.

Personalmente, posso dire che sono stati due posti fondamentali nella mia formazione, dove ho trovato amici, lavoro quando avevo bisogno, un palco dove (ogni tanto) suonare, ma soprattutto vedere concerti e musicisti incredibili in azione.

Per sempre grazie, insomma.

“Va tutto bene, è GDP”

Arci Bellezza

Chiudiamo in Bellezza, in tutti i sensi. Società di Mutuo Soccorso e Casa del Popolo prima, circolo Arci poi. In pratica, 80 anni di presidio culturale fondamentale per la città. Alberto e il suo staff hanno fatto e fanno quotidianamente un gran lavoro (per non dire altro) per portare questo posto nell’oggi, rendendolo un punto di riferimento per proposte indipendenti italiane e internazionali, spesso in contemporanea (scherzando gli dico che come soppalca lui, nessuno mai).

Avendo la fortuna di abitare lì vicino, è l’unico posto dove riesco a fare in tempo anche dopo avere addormentato i miei figli.

“E non dimenticare… la Mission è l’Happiness!”

A tal proposito

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