La storia di Lucia Marliani è quella di una nobildonna milanese vissuta nel pieno splendore — e nei profondi contrasti — del Rinascimento lombardo. Nata a Milano nel 1455, figlia di Pietro Marliani e Caterina d’Angera, Lucia fu donna di nobili origini e di destino non comune.
Un matrimonio… e un incontro che cambiò tutto
Nel 1471, ancora giovanissima, Lucia sposò Ambrogio Raverti, un uomo che, sebbene formalmente marito, avrebbe presto avuto un ruolo marginale nella sua vita. Il cambiamento avvenne nel 1474, quando Lucia incontrò per la prima volta il duca Galeazzo Maria Sforza. Tra i due nacque un legame che andò ben oltre la corte: una relazione che sfidò le convenzioni, lasciando un segno profondo nei palazzi e nei registri del potere milanese.
L’anno successivo, nel 1475, Lucia diede alla luce Ottaviano Maria Sforza, figlio del duca, che sarebbe poi diventato vescovo di Lodi e Sezze. In quello stesso periodo, Galeazzo Maria le concesse feudi di grande valore, tra cui Melzo e Gorgonzola, con i rispettivi castelli, oltre a una collezione di gioielli preziosi. Le cronache dell’epoca parlano anche di un misterioso accordo mai rinvenuto, secondo cui il marito Ambrogio Raverti si sarebbe impegnato a rinunciare ai diritti coniugali in cambio di cariche pubbliche: podestà di Como e Capitano di Giustizia a Milano.
Dall’apice alla caduta
Il 26 dicembre 1476, il duca Galeazzo Maria Sforza fu assassinato all’ingresso della chiesa di Santo Stefano. Con la sua morte, la fortuna di Lucia Marliani iniziò a declinare. Il nuovo signore di Milano, Ludovico il Moro, non tollerava la sua influenza e le impose di restituire ogni titolo e possedimento ottenuto grazie al defunto duca.
Così, nel 1477, Lucia fu costretta a cedere Melzo e Gorgonzola alla corona ducale. Ma Ludovico, forse mosso da ragioni politiche o da un senso di giustizia, le assegnò in cambio il castello e le terre di Cusago, poco fuori Milano, con una rendita annua garantita dalla corte.
Un’eredità controversa
Nel 1481, Ludovico il Moro restituì i feudi perduti a Ottaviano, il figlio di Lucia e del defunto duca, ma pose il giovane sotto tutela ducale, mantenendo così il controllo sulle terre. Un compromesso politico, più che un riconoscimento pieno.
La famiglia e il doppio volto della nobiltà
Lucia Marliani ebbe figli sia dal marito Ambrogio Raverti sia dal duca Sforza. Oltre a Ottaviano, da Galeazzo Maria nacque anche Galeazzo Sforza, conte di Melzo. Con Raverti, invece, diede alla luce tre figli maschi e una figlia, Ambrosina, ritratta insieme alla madre in un’opera conservata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.
Una figura da riscoprire
Lucia Marliani morì a Milano il 15 dicembre 1522, lontana dagli sfarzi della corte, ma con alle spalle una vita vissuta al centro della scena politica e affettiva del Ducato di Milano. Amata, osteggiata, influente e poi dimenticata: la sua figura incarna il destino di molte donne del Rinascimento, sospese tra la luce del potere e l’ombra della storia.


