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Biathlon Paralimpico: oltre ogni ostacolo

Il biathlon paralimpico è una disciplina sportiva che unisce la precisione del tiro a segno con la resistenza dello sci di fondo, offrendo agli atleti con disabilità fisiche e visive l’opportunità di eccellere in una competizione di classe mondiale. È uno sport che non solo celebra l’abilità fisica, ma anche l’ingegno e la perseveranza degli atleti paralimpici.

Introdotta inizialmente ai Giochi Paralimpici Invernali di Innsbruck nel 1988 per gli atleti con disabilità fisiche e successivamente estesa agli atleti con disabilità visive ad Albertville nel 1992, questa disciplina è diventata una delle pietre miliari degli sport paralimpici.

Le regole del gioco sono chiare: gli atleti devono completare un percorso di 2 o 2,5 km, compiendo il giro con gli sci ai piedi per tre o cinque volte in tecnica libera, con una distanza totale che varia dai 6 ai 15 km. Maschi e femmine competono su diverse distanze, rispettivamente 7,5, 12,5 e 15 km per gli uomini e 6, 10 e 12,5 km per le donne.

Ma il cuore delle gare è il poligono di tiro, dove gli atleti devono colpire due bersagli situati a una distanza di 10 metri. Ogni errore viene penalizzato, aggiungendo tempo al percorso totale. Questa duplice sfida richiede non solo resistenza fisica, ma anche una concentrazione assoluta e una precisione chirurgica.

La tecnologia e l’adattamento sono fondamentali per garantire che ogni atleta possa partecipare e competere al meglio delle proprie capacità. Gli sciatori con disabilità fisiche, che possono utilizzare due sci (anche con l’ausilio di protesi) affrontano il percorso senza bastoncini, o con l’ausilio di un solo bastoncino a seconda del grado di disabilità degli arti superiori.

Tale scala determina anche la modalità di posizionamento dell’arma al poligono: il fucile ad aria compressa (o a CO2) viene sistemata con i movimenti delle spalle o con il braccio, prima che venga dato l’ordine di sparare ad un allenatore. Nel gruppo “seduti”, gli atleti utilizzano uno slittino chiamato sit-ski, costituito da un sedile montato su due sci da fondo.

Biathlon Paralimpico: oltre ogni ostacolo

Gli atleti con disabilità visive utilizzano la normale attrezzatura da sci di fondo ed un fucile elettronico dotato di un sistema elettro-acustico che emette toni sempre più alti man mano che il mirino si avvicina al centro del bersaglio, consentendo loro di regolare il puntamento in base ai suoni che percepiscono.

Il Biathlon Paralimpico oltre ad essere uno sport, è anche simbolo di ispirazione ed inclusione. Sotto la guida dell’International Paralympic Nordic Skiing Committee (IPNSC) e dell’International Paralympic Committee (IPC), il biathlon paralimpico continua a rompere barriere e ad aprire nuove opportunità per gli atleti con disabilità in tutto il mondo.

In Italia, lo sviluppo e la promozione del biathlon paralimpico sono portati avanti grazie al lavoro del Dipartimento Sport Invernali del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), che ha contribuito a far crescere questo sport nel paese.

Le Paralimpiadi Milano Cortina 2026 offriranno un palcoscenico mozzafiato per il biathlon paralimpico, con le gare che si svolgeranno a Tesero, nella splendida cornice della Val di Fiemme. Questo evento non è solo una dimostrazione di abilità atletica, ma anche un tributo alla forza dello spirito umano e alla capacità di superare le sfide con coraggio e determinazione.

In attesa di fare il tifo per gli atleti italiani teniamo a mente che in un mondo dove le barriere fisiche e sociali possono sembrare insormontabili, il biathlon paralimpico ci ricorda che la vera grandezza risiede nell’abilità di trasformare le sfide in opportunità e le debolezze in forza. E mentre gli atleti affrontano il freddo delle piste e la pressione dei bersagli, ci ricordano che, con dedizione e passione, non esistono limiti alla nostra capacità di realizzare grandi imprese.

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