Ci sono estati in cui il vento porta l’odore di salsedine, e altre in cui porta il suono dei portafogli che si svuotano.
Quest’anno, a quanto pare, siamo nella seconda categoria.
Non parlo di articoli sensazionalistici o di post indignati sui social: parlo di amici veri, in carne, ossa e costume da bagno, sparsi tra Liguria, Romagna, Puglia e Sicilia. Gente che di solito sa farsi andare bene quasi tutto, ma che quest’anno, sotto l’ombrellone, sembra passare più tempo a fare conti che a fare cruciverba.
E i conti non tornano: sdraio e lettini con prezzi che sfiorano la comicità involontaria, panini in spiaggia che costano più di un aperitivo a Milano, porzioni che ti fanno chiedere se il cuoco non abbia un microscopio in cucina.
E poi penso a me, che al mare non ci sono nemmeno andato, ma ho accompagnato i partenti in aeroporto.
Aeroporto di Linate: due caffè e una bottiglietta d’acqua, 10 euro.
Malpensa: due pizze, una Coca (sgasata) e un’acqua, 48 euro.
Sì, non sono sdraio e ombrelloni, ma il concetto è lo stesso: prezzi che sfidano la gravità e il buon senso.
A questo punto la domanda sorge spontanea: siamo noi che ci lamentiamo troppo o sono i listini a essersi montati la testa? Forse entrambe le cose. Certo è che, con questo trend, tra un po’ ci toccherà pagare il supplemento brezza marina o il diritto di guardare il tramonto.
In fondo, in Italia abbiamo sempre saputo trasformare qualsiasi cosa in un’esperienza… e a quanto pare, quest’estate anche il conto lo è diventato.

