HomeEditorialeMilano e gli affitti per studenti: quando il libero mercato diventa squilibrio

Milano e gli affitti per studenti: quando il libero mercato diventa squilibrio

Camere a 1.300 euro, studentati insufficienti e famiglie allo stremo: il mercato degli affitti per universitari a Milano è ormai fuori controllo.

Ho sempre creduto nel libero mercato. L’incontro tra domanda e offerta è, in fondo, il motore stesso dell’economia: se un bene è molto richiesto, il prezzo sale; se l’interesse cala, anche i costi si ridimensionano.
Ma quello che sta accadendo a Milano con gli affitti per studenti ha ormai poco a che fare con una dinamica fisiologica. Qui siamo davanti a uno squilibrio che somiglia più a una distorsione.

Mentre le aule universitarie sono ancora vuote in attesa delle prime lezioni, i portali immobiliari sono già terreno di caccia quotidiana. Chi cerca una stanza singola si trova davanti a cifre che, fino a pochi anni fa, sembravano impensabili: 1.150, 1.300 euro al mese. Non per un bilocale, ma per una camera.

Per chi possiede un trilocale, i conti sono presto fatti: affittare a studenti è diventata un’operazione molto più redditizia di qualsiasi formula tradizionale. E così i prezzi continuano a salire, alimentati da un eccesso di domanda che sembra non trovare mai un argine.

Il risultato? Milano è oggi, senza rivali, la città universitaria più costosa d’Italia. Non lo dicono solo i numeri dei report di settore, lo testimoniano le famiglie che ogni anno si trovano davanti alla stessa domanda: “Come facciamo a permettercelo?”.

È vero, ci sono nuove residenze universitarie e qualche progetto calmierato. La Statale ha aperto un nuovo studentato in Santa Sofia, Bicocca offre un servizio di housing a prezzi contenuti. Ma si tratta di gocce nel mare: l’offerta è nettamente inferiore alla domanda. A fronte di 90 mila fuori sede, i posti letto a tariffe accessibili sono una rarità.

Il resto si traduce in attese infinite, graduatorie, stanze in periferia, contratti a breve termine o – peggio ancora – affitti senza tutele. E così si consolida una realtà che ormai sembra “normale”: pagare quanto un mutuo per una stanza singola.

Ecco perché, pur rimanendo convinto dei principi del libero mercato, credo sia necessario dirlo con chiarezza: questo non è più un mercato libero, è un mercato sbilanciato.
Un mercato che rischia di compromettere il diritto allo studio, trasformando Milano in una città accessibile solo a chi può permetterselo.

Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
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