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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Dobbiamo tornare indietro di qualche secolo, durante la dominazione austriaca per spiegare questi strani numeri. Che a dirla tutta, una volta che si conosce la storia, di strano hanno davvero poco. Di cosa stiamo parlando? Della numerazione teresiana, ovviamente!

L’Imperatore d’Austria era Giuseppe II e fu un suo ministro ad incaricare il giudice delle strade, il marchese Cusani, di assegnare ad ogni casa un numero.

Il primo, ovvero il numero 1, era Palazzo Reale e da lì la numerazione cresceva in senso circolare antiorario, secondo una spirale ideale, che s’allargava dal centro,: più lontani si era più il numero era grande. Ovviamente questa numerazione terminava alle mura spagnole, essendo ancora quello il confine tra la città e la “periferia”.

Quest sistema veniva chiamato numerazione Teresiana perchè utilizzata proprio sotto il regno della famosa Maria Teresa d’Austria.

Per i più curiosi, la numerazione terminava con il 5314. E questo dato, che conosciamo anche grazie alla documentazione della ‘Pianta di Milano’ , pubblicata nel 1787 ci dice una cosa in più: 5314 erano anche le case entro le mura cittadine.

Una rivoluzione “numerica” che cambiò nella seconda metà del 1800 passando a quella che usiamo ancora oggi: ogni via ha i suoi numeri, pari e dispari. I primi sulla destra (spalle al centro) i secondi sulla sinistra.

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