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La Libreria Malavasi lascia il centro di Milano: una storia lunga 90 anni che cambia indirizzo

Affitti raddoppiati, città che cambia e meno collezionisti: la storica libreria antiquaria saluta via Santa Tecla e riparte da corso XXII Marzo

C’è un cambiamento che racconta molto più di un semplice trasloco. Dopo quasi novant’anni di attività, la Libreria Malavasi lascia via Santa Tecla, nel cuore del centro storico di Milano, per trasferirsi in corso XXII Marzo.
Una decisione sofferta, ma inevitabile, che parla di affitti insostenibili, di trasformazioni urbane e di un mondo – quello del libro antico – profondamente mutato.

A dirlo senza giri di parole è Maurizio Malavasi, 78 anni, anima e memoria della libreria: «A febbraio ce ne andiamo; qui per noi non c’è più posto».

Una libreria che è stata un luogo di ricerca

Fondata nel 1939 dal padre di Maurizio, la Libreria Malavasi nasce come libreria generalista, per poi specializzarsi sempre di più.
«Mio padre lavorava su natura, storia, arte, geografia e letteratura tra Ottocento e Novecento. Dal 1975 ho ampliato l’orizzonte fino al Cinquecento e alla storia della medicina», racconta Malavasi.

Scaffali stipati fino al soffitto, volumi rari accanto a testi apparentemente “minori”, tutti trattati con la stessa attenzione: più che un negozio, la Malavasi è sempre stata un luogo di studio, di ricerca e di dialogo.

Via Santa Tecla e una Milano diversa

Il legame con via Santa Tecla è durato oltre mezzo secolo. Ma la città attorno è cambiata.
La pedonalizzazione, pensata per valorizzare il centro, non ha portato benefici a una libreria antiquaria: «A guadagnarci sono soprattutto le attività di ristorazione. A mezzogiorno è una mensa all’aperto, poi il pomeriggio si svuota».

Il colpo decisivo arriva dai costi: l’affitto è raddoppiato, rendendo impossibile restare per un’attività che non vive di grandi flussi turistici, ma di una clientela competente e specializzata.

Internet e la fine di una generazione di collezionisti

Non è solo una questione immobiliare. Il mondo del libro antico è cambiato radicalmente.
«È venuta a mancare un’intera generazione di collezionisti e Internet non ci ha aiutato», spiega Malavasi. Le piattaforme online hanno trasformato il mercato, riducendo il passaggio fisico in libreria e modificando il rapporto diretto con i libri.

Eppure, la passione non è mai venuta meno: «Ormai non do peso al valore economico. Per me tutti i libri hanno la stessa dignità».

Tra questi scaffali, la storia della cultura italiana

Negli anni, la Libreria Malavasi è stata frequentata da alcuni dei più importanti intellettuali italiani. Tra gli scaffali sono passati Umberto Eco, Leonardo Sciascia, Giuseppe Pontiggia, fino al presidente Giovanni Spadolini.

Un segno evidente di quanto questa libreria sia stata, per decenni, un vero presidio culturale.

Un nuovo inizio in corso XXII Marzo

Il futuro della Libreria Malavasi sarà in corso XXII Marzo 22. Qui l’attività potrà continuare in modo più sostenibile, grazie anche al supporto di Monica, storica collaboratrice da quarant’anni, e del nipote Nicola, pronto a raccogliere il testimone.

«È un passaggio triste, ma necessario», ammette Maurizio Malavasi. E poi confida: «Mi commuovo sempre leggendo L’Infinito di Leopardi».
Un’immagine che dice tutto: cambiano gli indirizzi, ma non lo sguardo lungo di chi ha dedicato una vita ai libri.

A tal proposito
Leonardo. Tutti i dipinti. 40th Ed. Ediz. italiana

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