sabato,3 Gennaio,2026
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La Pinacoteca Ambrosiana vola: mezzo milione di visitatori e bilancio positivo per il terzo anno consecutivo

In soli quattro anni la Pinacoteca Ambrosiana è passata da 60.000 visitatori a circa mezzo milione, chiudendo il bilancio in positivo per il terzo anno consecutivo. Un incremento di oltre il 50% degli ingressi rispetto al 2024: un risultato straordinario che consolida il ruolo dell’Ambrosiana come punto di riferimento culturale, non solo per Milano, ma per l’Italia e il panorama internazionale.

Non si tratta di un miracolo ambrosiano, afferma Antonello Grimaldi Segretario Generale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, ma del frutto di una gestione della “cultura” manageriale ed inclusiva non elitaria ed autoreferenziale. Una gestione che si basa su pilastri fondamentali: preservare, valorizzare, innovare e comunicare, sempre all’insegna della sostenibilità finanziaria, culturale e sociale. Tutto questo all’insegna di uno spirito appartenenza che contraddistingue l’operato di tutto il mio staff”.

Tutta l’Ambrosiana s’impegna a proseguire nel 2026 il proprio lavoro e a migliorarlo. Gli ottimi risultati ottenuti nell’anno che finisce ci fanno ben sperare per il prossimo, ma non ci dobbiamo accontentare dei numeri: è necessario preparare e mettere in pratica un progetto culturale adeguato alla storia della nostra istituzione, che sia in grado di comunicare a un pubblico sempre più ampio con la ricchezza del suo patrimonio. Non trascureremo le domande profonde che arrivano da Milano e dal mondo che ci circonda: la nostra città vive un periodo di grande notorietà e attira l’attenzione universale, però soffre di una rappresentazione spesso troppo superficiale. L’Ambrosiana deve colmare, collaborando con le altre realtà culturali, un vuoto di pensiero e di cuore.” aggiunge Andrea Canova, Presidente della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Un 2025 ricco di eventi, tra valorizzazione e innovazione

Il 2025 è stato un anno particolarmente intenso per la Pinacoteca Ambrosiana, che ha saputo intercettare nuovi pubblici grazie a iniziative di grande impatto.

Sul fronte del contemporaneo, spicca la mostra di Pietro Terzini, che ha registrato oltre 35.000 visitatori in meno di 25 giorni di apertura nella Sala del Foro Romano. Determinante il ruolo di “non curatore” di Antonello Grimaldi: “una dichiarazione di liberà artistica: una scelta coraggiosa e visionaria che ha permesso all’artista di esprimersi senza filtri e/o condizionamenti, dimostrando che anche il Museo più antico di Milano può essere un laboratorio di idee contemporanee”.

Accanto a questo progetto, il riallestimento espositivo e multimediale della Sala 7, dedicata ai pittori fiamminghi e realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha contribuito a rinnovare l’esperienza di visita. Il percorso espositivo accoglie inoltre la mostra diffusa Classical Collapse di Nicola Samorì, la mostra di Filippo Sorcinelli, stilista noto per aver vestito gli ultimi tre Papi, e il dialogo tra la Canestra di Jago e la Canestra di Caravaggio.

Le aperture straordinarie e prolungate al pubblico al costo simbolico di 3 euro, i concerti di musica classica e la partecipazione a manifestazioni come BookCity, MuseoCity, Orticola e Open House hanno ulteriormente ampliato e diversificato l’offerta culturale.

Sul piano della comunicazione, l’Ambrosiana nel 2025 è stata attiva su tutti i principali canali social, ha sviluppato un canale podcast dedicato alla collezione e ha prodotto contenuti video in lingua dei segni LIS. Un’intensa attività sui media tradizionali e sui new media, a livello nazionale e internazionale, ha contribuito a rafforzare l’immagine dell’Istituzione nel mondo.

Progetti istituzionali e internazionali

Nell’ambito del progetto Milano e Leonardo, promosso dal Comune di Milano e finanziato dal Ministero del Turismo, l’Ambrosiana espone a rotazione, da marzo a ottobre, quattro disegni del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci presso il Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka. Un’occasione straordinaria per portare nel mondo uno dei patrimoni più preziosi della cultura italiana.

A seguito del successo ottenuto durante Expo Osaka 2025, ulteriori fogli del Codice Atlantico sono esposti all’Osaka City Museum of Fine Arts fino al 12 gennaio 2026, all’interno della mostra Atlante Farnese and the Treasures of the Italy Pavilion from the Expo 2025 Osaka, che permette ai visitatori di ammirare due nuovi disegni leonardeschi.

Dal 10 dicembre fino a marzo 2026 è inoltre in corso la mostra Leonardo alla IULM: per la prima volta tre fogli del Codice Atlantico sono esposti in un ateneo universitario, con l’obiettivo di avvicinare gratuitamente studenti e territorio all’arte.

Il 2026: nuovi progetti e nuove prospettive

Il 2026 si apre con importanti novità. A gennaio verrà riallestito l’atrio d’ingresso della Pinacoteca Ambrosiana, per rispondere in modo più adeguato al significativo incremento dei visitatori.

Conclusa la mostra di Nicola Samorì (marzo 2026), nella Sala del Cartone di Raffaello arriverà Sidival Fila, frate francescano e artista che fonda la propria ricerca sui materiali in disuso.

In primavera, in collaborazione con la Fondazione Francesca Rava, la Sala del Foro Romano ospiterà la mostra Remake: ragazzi di alcuni penitenziari italiani e donne del carcere della Giudecca di Venezia realizzeranno disegni ispirati al Cartone di Raffaello, che verranno assemblati e cuciti in un’opera delle stesse dimensioni del capolavoro rinascimentale.

A maggio, sempre nella Sala del Foro Romano, è prevista la mostra del tape artist No Curves, che prosegue il filone di esposizioni pop e gratuite promosso dall’Ambrosiana.

La Veneranda Biblioteca Ambrosiana si conferma così una delle istituzioni culturali più importanti a livello internazionale: prima biblioteca europea aperta al pubblico, museo più antico di Milano e accademia fondata nel 1620 dal Cardinale Federico Borromeo, oggi è un luogo dedicato all’incontro e al dialogo tra popoli e culture.

Punto di riferimento per i milanesi da oltre quattro secoli, l’Ambrosiana continua a essere un luogo vivo, in cui storia e arte dialogano con il presente.

Conclude Antonello Grimaldi:
Sono un Manager prestato al mondo della cultura: diceva Bunuel che i buoni risultati sono quanto di più pericoloso possano capitare ad un uomo, perché lo porta a credere di essere infallibile, e questo è il principio dell’illusione. Ritengo che in Ambrosiana si possa fare sempre di più e meglio”.

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