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Sette data center a ovest di Milano: 4 miliardi di euro cambieranno Settimo e Cusago

A ovest di Milano sta per arrivare qualcosa di enorme. Non si vede ancora, ma cambierà la città più di quanto si immagini.

Nei comuni di Settimo Milanese e Cusago, due realtà tranquille nell’hinterland ovest del capoluogo lombardo, sorgeranno nei prossimi anni sette nuovi data center. A costruirli sarà Equinix, azienda americana leader mondiale nel settore, che investirà 4 miliardi di euro nell’arco di otto anni — dal 2026 al 2033. Il progetto è già stato dichiarato di “preminente interesse strategico nazionale” dal Governo italiano.

Prima di capire cosa significa tutto questo per Milano e per l’Italia, vale la pena fermarsi un momento su una domanda semplice: cos’è esattamente un data center?

Cosa sono i data center: la spiegazione per chi non li conosce

Immaginate una biblioteca immensa. Non di libri, ma di dati digitali — miliardi di informazioni che ogni giorno generate e consumate senza rendervene conto. Ogni email che inviate, ogni video che guardate in streaming, ogni ricerca su Google, ogni pagamento con il bancomat, ogni foto che caricate sui social. Tutti questi dati devono essere conservati da qualche parte, elaborati e restituiti in frazioni di secondo.

Quel “da qualche parte” è un data center.

Un data center è una struttura fisica progettata per ospitare e gestire l’infrastruttura IT. Al suo interno si trovano server, sistemi di archiviazione, apparati di rete e tutte le componenti necessarie a garantire il funzionamento delle applicazioni e la gestione dei dati.

In termini ancora più semplici: è un grande edificio pieno di computer — migliaia, a volte decine di migliaia — che lavorano ininterrottamente 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, per far funzionare i servizi digitali che usiamo ogni giorno. Senza data center non esisterebbe Netflix, non funzionerebbe il vostro conto in banca online, non girerebbe ChatGPT o qualsiasi altro sistema di intelligenza artificiale.

La funzione primaria di un data center è centralizzare le risorse informatiche, permettendo di ridurre i costi di gestione, aumentare la resilienza operativa e garantire continuità in caso di guasti o emergenze.

E perché devono essere così grandi? Perché la quantità di dati che il mondo produce ogni giorno è cresciuta in modo esponenziale — e continuerà a crescere, soprattutto con l’esplosione dell’intelligenza artificiale, che richiede una potenza di calcolo straordinaria per funzionare.

Perché a Settimo Milanese e Cusago

La scelta della Lombardia — e dell’area ovest di Milano in particolare — non è casuale. L’Italia sta emergendo come un mercato chiave per l’espansione dei data center, con investimenti previsti nel periodo 2025-2026 che raddoppiano rispetto ai due anni precedenti.

La Lombardia ha caratteristiche ideali: infrastrutture di connettività avanzate, aree industriali dismesse da riconvertire, vicinanza ai principali hub europei e una legge regionale — in vigore dal 3 giugno 2026 — che favorisce esplicitamente la costruzione di data center in aree industriali abbandonate, imponendo al tempo stesso la sostenibilità ambientale e il riutilizzo del calore di scarto attraverso reti di teleriscaldamento.

Il progetto Equinix rispetta tutti questi requisiti: l’intero fabbisogno energetico dei sette nuovi centri sarà coperto da fonti rinnovabili.

Il progetto Equinix: i numeri

Equinix non è un’azienda qualsiasi. È la più grande società al mondo nel settore dei data center — presente in oltre 30 paesi con più di 280 centri operativi. A Milano ne ha già quattro attivi: uno in zona Giambellino, uno a sud di Rozzano e due già a Settimo Milanese. I sette nuovi si aggiungeranno a questi, trasformando l’area ovest di Milano in uno dei principali hub europei per l’elaborazione dati.

L’investimento totale è di 4 miliardi di euro, distribuiti su otto anni. Il Governo ha già dichiarato il progetto di interesse strategico nazionale attraverso il decreto Asset, il che faciliterà le procedure di autorizzazione e accelererà i tempi. Il prossimo passo sarà la nomina di un commissario straordinario che coordinerà i lavori.

Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha dichiarato l’obiettivo esplicito: fare dell’Italia uno dei principali hub europei dell’economia digitale. E la Lombardia, con questo investimento, ne sarebbe il cuore.

Cosa cambia per Milano e per i milanesi

Un investimento di questa portata produce effetti a più livelli.

Sul piano economico significa occupazione — sia diretta (i data center richiedono tecnici specializzati, ingegneri, professionisti della cybersecurity) sia indiretta (l’indotto che si genera attorno a infrastrutture così grandi). Nel triennio 2026-2028 sono attesi in Italia 83 nuovi progetti infrastrutturali da 30 aziende, per un valore potenziale complessivo di 25,4 miliardi di euro. Milano e la Lombardia si candidano a catturare una fetta significativa di questi investimenti.

Sul piano urbanistico significa la riconversione di aree industriali dismesse — un tema che l’area metropolitana milanese conosce bene, avendo già trasformato molti ex capannoni in spazi culturali, residenziali e commerciali.

Sul piano energetico e ambientale, l’obbligo di alimentazione rinnovabile e il recupero del calore di scarto per il teleriscaldamento potrebbero trasformare questi enormi consumatori di energia in attori di un sistema energetico più circolare.

Un’ultima cosa

Settimo Milanese e Cusago — due nomi che fino a ieri erano praticamente invisibili nella mappa del digitale europeo — potrebbero diventare nei prossimi anni parte dell’infrastruttura che fa girare internet per milioni di persone in tutta Europa.

Milano non è nuova a queste trasformazioni silenziose. Accade sempre così: prima arriva un investimento enorme in una zona periferica, poi la zona diventa strategica, poi la città cambia. È già successo con Porta Nuova, con Bovisa, con Rogoredo.

La prossima volta potrebbe toccare all’ovest.

Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
A tal proposito
Leonardo. Tutti i dipinti. 40th Ed. Ediz. italiana

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