Ci sono persone che conosci da una vita.
E poi ci sono quelle che bastano pochi mesi.
Walter — anzi, Walterone — appartiene alla seconda categoria.
Quelle persone che arrivano quasi in punta di piedi e poi, senza fare rumore, si sistemano in un angolo importante della tua vita. E lì restano.
Forse è colpa del milanese.
Anzi no, non “colpa”: merito. Perché Walter il milanese non lo parla soltanto. Lo vive. Lo infila ovunque, in qualsiasi conversazione, con quella naturalezza che oggi sembra quasi archeologia sentimentale. Una frase in italiano, due in milanese, una battuta, un modo di dire che sembra uscito da una vecchia Milano che resiste ancora tra un caffè, un bar e una presa in giro fatta bene.
Walterone è così: semplice. Ma di quella semplicità rara, che non ha bisogno di mettersi in mostra.
Uno di quelli che capisci subito. Se può darti un dito, lui ti dà un braccio. E magari mentre lo fa ti prende pure in giro. Ma solo dopo aver preso in giro se stesso, perché certe persone hanno l’eleganza di non sentirsi mai superiori a nessuno.
Con Walter puoi parlare per ore.
Di tutto. Di Milano, di gente, di storie, di ricordi, di cose serie e di assolute sciocchezze. E non ti annoi mai. Perché lui le persone le sa raccontare. Anzi: le sa vivere.
Poi ha questa meravigliosa incapacità di ricordarsi i nomi.
O meglio: forse li ricorda anche, ma preferisce inventarsene altri. E così diventi “Biondo”, “Pancreas”, “Donna Bionica”, “Fenomeno”, qualsiasi cosa gli passi per la testa in quel momento. E il bello è che dopo un po’ quei soprannomi sembrano perfino più giusti del nome vero.
Walterone è uomo di compagnia nel senso più nobile del termine.
Conosce tutti. O forse è la vita che conosce lui. Perché quando parla sembra di aprire un libro pieno di episodi, personaggi, risate, malinconie e umanità. E ogni storia ha sempre quel tono lì: leggero, ironico, vero.
In un mondo dove molti fanno fatica perfino ad ascoltare, Walter ascolta. Ride. Ti chiama con un nome sbagliato. Ti racconta un aneddoto in milanese. Ti offre qualcosa. Ti prende in giro. E intanto, senza accorgertene, ti fa stare bene.
E forse alla fine è proprio questo il punto.
Ci sono persone importanti perché fanno cose straordinarie.
E poi ci sono quelle, ancora più rare, che rendono straordinariamente più belle le cose normali.
Walterone è una di queste persone.

