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Ghe Pensi Mi: quando raccontare Milano significa prendersene cura

Ghe Pensi Mi, ci penso io. Un modo di dire molto milanese che racchiude una parte dello spirito meneghino, ma che si fa capire senza bisogno di traduzioni.

Quante volte vi sarà capitato di dirlo? A me spesso. E, non lo nascondo, molte volte anche volentieri. Perché quel “ci penso io” mi ha sempre trasmesso l’idea di non restare fermo ad aspettare, ma di rimboccarsi le maniche e provare a fare qualcosa.

Il significato di Ghe Pensi Mi, però, va oltre la traduzione letterale. Non parla di una persona che vuole fare tutto da sola, ma di tante persone che scelgono di occuparsi insieme della propria città.

È da questa idea che nel 2020 è nato un progetto destinato a proseguire e a trasformarsi nel tempo: raccontare Milano e, subito dopo, prendersene cura concretamente.

Ghe Pensi Mi: tutto ruota attorno a Milano

Da diverso tempo, insieme ai ragazzi di WAU! Milano, pensavamo di costruire qualcosa di bello e soprattutto di duraturo.

Nel corso degli anni avevamo già avuto modo di collaborare in diverse occasioni, ma sempre per iniziative singole. Mancava un appuntamento capace di unire con continuità le nostre caratteristiche e il nostro modo di vivere Milano.

Noi di Milano da Vedere cerchiamo da sempre di raccontare la città, facendo conoscere luoghi, storie e particolari che spesso passano inosservati. WAU! Milano interviene invece su quelle piccole e grandi forme di incuria che ne rovinano la bellezza: scritte, tag, adesivi, cartacce, mozziconi e rifiuti abbandonati.

Due attività diverse, ma unite dallo stesso obiettivo: rendere Milano più conosciuta, più curata e ancora più bella.

Grazie anche all’incontro con la Fondazione Maurizio Fragiacomo, quello che fino a quel momento era soltanto un pensiero è diventato realtà.

Nasce così Ghe Pensi Mi, un progetto capace di mettere insieme cultura e cura del bene comune.

Prima conosci un luogo, poi te ne prendi cura

L’idea alla base del progetto è molto semplice.

Ci si incontra in un luogo di Milano e si comincia dal suo racconto. Si scoprono la sua storia, le trasformazioni avvenute nel tempo, i personaggi che lo hanno attraversato e quei dettagli davanti ai quali spesso passiamo senza fermarci.

Terminata la parte culturale, si passa all’azione.

I partecipanti, coordinati dai volontari di WAU! Milano, intervengono sull’area circostante rimuovendo adesivi, tag, piccoli imbrattamenti e rifiuti oppure occupandosi di muri, arredi urbani e spazi verdi.

Non servono gesti straordinari. Bastano un paio di guanti, qualche semplice strumento, un po’ di tempo e la volontà di fare la propria parte.

È proprio questo il punto centrale di Ghe Pensi Mi: conoscere un luogo aiuta a guardarlo in maniera diversa. E quando conosciamo davvero qualcosa, diventa più naturale rispettarla, proteggerla e sentirla anche un po’ nostra.

Da Cadorna a Brera, tante storie e azioni concrete

La prima edizione prevedeva un appuntamento al mese, inizialmente programmato da gennaio a luglio. Qualche ora durante la quale adulti e bambini potevano ascoltare una storia nuova e poi partecipare a piccoli lavori utili per il bene comune.

La prima tappa si svolse in piazzale Cadorna, con un intervento che coinvolse anche Ago, filo e nodo, la grande installazione di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen diventata uno dei simboli della piazza.

Nel tempo Ghe Pensi Mi ha attraversato molti luoghi differenti della città.

Siamo stati nella zona di San Carlo al Lazzaretto, alla Torre dei Gorani e in via Brisa, alla Conca dell’Incoronata e a Palazzo Brera. Abbiamo raccontato la città mentre, subito dopo, i volontari intervenivano per restituire attenzione e decoro agli spazi visitati.

Tra le azioni più significative ci sono state la pulizia di Palazzo Brera, la sistemazione del Teatro Continuo di Alberto Burri nel Parco Sempione e il recupero della facciata della chiesetta di San Carlo alle Rottole, riportata ai suoi colori originari.

Ci sono state anche passeggiate lungo corso Buenos Aires, interventi nei quartieri e attività nei parchi. Ogni luogo ha portato con sé una storia diversa, ma il messaggio è rimasto lo stesso.

Ghe Pensi Mi Cultura e Ghe Pensi Mi Green

Con il passare degli anni il progetto è cresciuto e si è sviluppato in due declinazioni.

Ghe Pensi Mi Cultura è la formula più vicina all’idea originaria: prima la visita e il racconto di un luogo, poi l’intervento di pulizia o riqualificazione dell’area circostante.

Ghe Pensi Mi Green è invece dedicato soprattutto ai parchi e agli spazi verdi. Le attività comprendono camminate, momenti di movimento e raccolta di micro-rifiuti, spesso attraverso il plogging.

Due modalità differenti per trasmettere lo stesso principio: una città non cambia soltanto grazie ai grandi interventi. Può migliorare anche attraverso tanti piccoli gesti ripetuti nel tempo.

Un progetto cresciuto insieme alla città

Quello che era nato come un calendario di incontri mensili è diventato uno dei progetti più riconoscibili di WAU! Milano.

Nel 2022, durante la terza edizione, furono presentati sedici appuntamenti gratuiti distribuiti tra marzo e dicembre. Nel 2023 il progetto cambiò nome in Ghe Pensi Mi… e ti?, aggiungendo una domanda e una responsabilità in più.

Non erano più soltanto gli organizzatori a scegliere i luoghi nei quali intervenire: anche i cittadini potevano segnalare direttamente uno spazio da curare e proporre un’azione.

Quell’anno il programma comprese sette iniziative culturali e otto green, coinvolgendo quasi seicento persone. Milano da Vedere e Radio Lombardia accompagnarono il progetto come media partner, mentre il racconto della città continuò a essere parte integrante di diverse attività.

Nel 2025 WAU! Milano ha realizzato altri sedici appuntamenti Ghe Pensi Mi, coinvolgendo circa trecento partecipanti. Un segnale di quanto l’idea iniziale sia riuscita a diventare un format stabile, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.

Ghe Pensi Mi, anzi pensiamoci tutti

Alla fine, il significato più vero di questa espressione è proprio qui.

“Ghe pensi mi” non deve diventare il gesto solitario di qualcuno che si sostituisce agli altri. Deve trasformarsi in un pensiamoci tutti insieme.

Perché l’unione non dà soltanto forza. Trasmette un messaggio importante: chiunque può contribuire a rendere Milano un posto migliore, più bello da vedere e del quale andare ancora più orgogliosi.

Non bisogna aspettare sempre che sia qualcun altro a intervenire. A volte basta cominciare, chinarsi a raccogliere qualcosa, cancellare un segno di incuria o dedicare qualche ora al quartiere in cui viviamo.

Noi ce la mettiamo tutta.

E voi?

Danilo Dagradi
Danilo Dagradihttps://www.danilodagradi.it
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
A tal proposito
Leonardo. Tutti i dipinti. 40th Ed. Ediz. italiana

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