Santa Maria Beltrade - Arturo Ferrari
Santa Maria Beltrade - Arturo Ferrari

Santa Maria Beltrade: un nome che dovreste aver letto almeno una volta.

 

Tante invece le volte che sarete passati di qui, magari senza notare questo nome: percorrendo infatti via Torino, venendo da piazza Duomo, pochi passi e noterete come il marciapiede, sul lato destro, si allarghi.

In questo punto non siete più in via Torino ma in piazza Santa Maria Beltrade. Sì, è vero, è difficile pensare di essere in una piazza se non leggendo la targa.

E soprattutto impossibile oggi vedere il motivo di questo nome. Sono infatti passati quasi 100 anni da quando venne abbattuta la chiesa che dà il nome alla piazza.

Santa Maria Beltrade, la chiesa,  venne costruita nel primo medioevo per volontà di una donna di nome Bertrade parente di Carlo Magno, o almeno è quello che si suppone. Ma come sempre le ipotesi sono più di una: un’altra versione infatti dice che sia stata voluta da un conte, conte Beltrado. Ma c’è anche ci sostiene che sia stato re Bertarido, longobardo, a volerla proprio qui.

Quale sia la versione corretta non lo sappiamo, ma documenti dell’epoca possiamo immaginare una chiesa dalla forma circolare, motivo per cui veniva chiamata Santa Maria Rotonda Bertrade

Più vicino, si fa per dire, ai giorni nostri, nel 1576 la chiesa venne profondamente restaurata ed ampliata. Stessa sorte un secolo e mezzo dopo, agli inizi del 1700 ed ancora, per altre due volte, nel corso del 1800.

Santa Maria Beltrade una piazza che era una chiesa

Nel 1927 “perde” la sua funzione originaria e da chiesa diventa un cinema. Pochi anni, perchè si decise la sua demolizione nel 1936. Da allora, rimane il “buco”, la piazza per l’appunto ed il nome, Santa Maria Beltrade a testimonianza di quel che c’era.

A memoria di quanto avremmo visto abbiamo, fortunatamente, delle immagini di inizio secolo (lo scorso) e al Castello Sforzesco, nel museo, sono custodite alcune parti della chiesa.

Santa Maria Beltrade
Santa Maria Beltrade
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...