Pompeo Mariani, chi era costui? Non sembri eccessivo scomodare Manzoni per introdurre il nome di questo grande pittore nato a Monza nel 1857 e morto a Bordighera nel 1927.

 

La via di Milano che ricorda la straordinaria figura dell’artista è nella zona periferica della città, si trova tra i quartieri di Precotto e Crescenzago, dove a fare compagnia e ad incrociarsi col Mariani stanno personalità quali Umberto Saba o Onorato Balzac. Eppure, chi conosca la fortuna di alcuni grandi artisti del periodo che abbiamo evocato non può certamente considerare il nostro in alcun modo “periferico” rispetto alla storia della pittura.

La sua figura, nota essenzialmente nel panorama dei critici e degli amanti dell’arte lombarda ed italiana del periodo antecedente le grandi avanguardie e la fragorosa modernità novecentesca, è tornata negli ultimi anni di attualità grazie al nobile e faticoso lavoro iniziato anni fa dalla famiglia dell’artista che, insieme alla collaborazione di un’equipe di storici dell’arte, ha costituito a Milano nel 2015 l’ “Associazione Culturale per per la tutela, lo studio e valorizzazione dell’Archivio e dell’Opera di Mosè Bianchi, Pompeo Mariani, Elisabetta Keller“.

Questi tre artisti hanno in comune una straordinaria successione famigliare diretta che li pone in una continua reciproca relazione. Le loro storie sono custodite nei tre archivi a loro dedicati attraverso coerenti siti web.

Per averne un quadro completo si consiglia di partire per un “viaggio temporale”, appunto da quello di Pompeo Mariani (archiviopompeomariani.org), continuando poi il percorso con la visita degli altri dedicati al pittore Mosé Bianchi (che di Mariani era zio) ed alla pittrice Elisabetta Keller.

Da anni gli archivi lavorano instancabilmente per ordinare, sistemare, digitalizzare e archiviare lettere, documenti, fotografie, cataloghi di mostre, articoli di fortuna critica, inventari autografi e una quantità di oggetti che, possiamo dirlo, rasenta lo sconfinato proprio come fu, ad esempio, la produzione di Pompeo Mariani, che ebbe infatti da subito successo e riconoscimenti alle Esposizioni nazionali e internazionali dell’epoca.

Il pittore infatti visse della rendita del suo lavoro e le sue opere arricchiscono innumerevoli collezioni private o si possono ammirare nei luoghi cardine della custodia ottocentesca milanese, monzese, genovese, dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano alle Gallerie d’Italia, dai Musei Civici di Monza alla Galleria d’Arte Moderna di Genova.

Per segnare una tappa fondamentale del lavoro di ricostruzione in atto da anni sotto le forme più diverse lo storico dell’arte Paolo Lunardi Versienti, membro del comitato scientifico dell’Associazione e dell’Archivio Pompeo Mariani, ha trasformato nel 2017 il suo dottorato di ricerca dell’Università di Milano in un’aggiornata monografia sul pittore.

Il volume dal titolo “Pompeo Mariani 1857-1927 – La storia inedita di un grande pittore dell’Ottocento” – è frutto dello studio delle oltre tremila lettere conservate in archivio, che Pompeo scrisse a suo nipote e assistente personale (durante tutta la sua carriera artistica) Giovanni Battista Pitscheider, il quale sposò nel 1915 la pittrice Elisabetta Keller.

Il libro ha finalmente aggiornato la biografia, rinfrescato l’apparato critico e regalato agli studiosi e ai semplici appassionati un corredo di immagini di dipinti conosciuti ed inediti, riassumendo in un solo lavoro la completezza estetica di un catalogo di una grande mostra, l’indagine biografico-cronistica (non priva di colpi di scena, oltretutto!) e l’analisi stilistico-critica più rigorosa e qualificata.

Per dare continuità al pensiero, ai valori e alle azioni dell’artista, la famiglia dell’artista ha voluto dedicare in Milano uno spazio coerente come l’atelier della pittrice svizzera-italiana Elisabetta Keller.

Questo centro di memoria, di riflessione e di studio attorno alla pittura lombarda a cavallo tra Ottocento e Novecento è sito a Milano in Viale Beatrice D’Este 17. L’ingresso della casa  è abbellito da una significativa targa commemorativa posta dal Comune di Milano nel 2012, a degna celebrazione di un luogo dove hanno vissuto, dialogato e soprattutto creato alcuni dei più significativi artisti del nostro, ancora vicino, tempo passato.

pompeo mariani
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