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Pietro Tempesta è una via di Milano che collega piazzale Zavattari con via Monte Rosa. Dietro al nome di una via c’è sempre altro, e la storia che racconta questa strada è legata ad un pittore olandese nato ad Haarlem nel 1637 di nome Pieter Mulier.

Figlio di un pittore di marine impara il mestiere dal padre e si trasferisce in Italia nel 1656. Stabilitosi a Roma lavora per i duchi di Bracciano, il principe Colonna, il cardinale Gilberto Borromeo, Aloisio Omodei e per la famiglia Doria Pamphilj.

Molto abile a dipingere raffigurazioni del mare agitato con velieri in difficoltà viene soprannominato Tempesta. Nel 1668 si trasferisce a Genova dove lavora per la famiglia Doria e per i Brignole Sale. Qui perde completamente la testa per Anna Eleonora Beltrami, una gentildonna torinese abbandonata dal marito.

A Roma il nostro Pietro Tempesta è sposato, ma con una donna alquanto infedele. Ed infatti, nel periodo in cui il marito si allontana per andare a Genova, partorisce ben tre bambini frutto di relazioni extraconiugali. Tutto questo, misto a poca razionalità, porta il pittore a compiere un gesto avventato: manda a chiamare la moglie e, assoldati due sicari, la fa assassinare nei pressi di Sarzana.

Pietro Tempesta viene arrestato nel 1636 come mandante dell’omicidio e condannato a vent’anni di prigione. Seppur recluso sposa la Beltrami e continua a dipingere godendo di alcuni privilegi ottenuti, probabilmente, grazie all’intercessione del conte Borromeo. Un amico che mai lo abbandona e, anzi, conducendo trattative ad alto livello, riesce a farlo dichiarare innocente e a farlo scarcerare nel 1684.

Da uomo libero si trasferisce a Milano dove, fra gli altri, lavora per i Borromeo presso la splendida Isola Bella sul Lago Maggiore. Va poi nel Veneto per qualche tempo e, una volta tornato a Milano, muore nel 1701.

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