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Lina Bo Bardi è la piazza sottostante alla Diamond Tower che è stata intitolata a una delle figure più significative e rivoluzionarie dell’architettura del Novecento.

Nata a Roma il 5 dicembre 1914 col nome di Achillina Bo si laurea in architettura nella sua città. Trasferitasi a Milano inizia la sua collaborazione professionale nello studio di Giò Ponti. Parallelamente si dedica all’attività editoriale e lavora con periodici come Grazia, e L’Illustrazione Italiana.

Nel ’44 diventa, insieme all’autore Carlo Pagani, vicedirettore della rivista Domus e con lui crea la rivista A-Cultura della vita. Si sposa con Pietro Maria Bardi e insieme si trasferiscono in Brasile dove lui è chiamato a dirigere il Museo d’Arte di San Paolo. Qui Lina Bo Bardi si realizza e si afferma occupandosi non solo di architettura ma anche di design, scenografia, museologia, cinema, editoria e didattica.

Lina ha uno spirito combattivo ed irrequieto mosso da un costante impeto di sperimentazione. Ha un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura brasiliana. Nel 1950 vede la luce la sua prima opera: la Casa de Vidro che oggi, a Morumby-San Paolo, ospita la fondazione a lei dedicata. Fonda inoltre col marito la rivista Habitat e progetta il MASP, il Museo d’Arte di San Paolo.

Lina Bo Bardi ama il suo lavoro e ad esso si dedica con devozione assoluta. E’ suo il progetto di recupero della fabbrica della Pompèia a San Paolo che trasforma in un centro sociale, la SESC, luogo tutt’oggi molto frequentato.

Trasferitasi a Salvador de Bahia si presta per redigere il piano di recupero del centro storico e, oltre a questo, progetta la nuova sede del Municipio di San Paolo. Partecipa poi all’ideazione del padiglione del Brasile per l’esposizione universale di Siviglia del 1992, un cassa-monumento rivestita di marmo bianco sollevata da terra.

Lina Bo Bardi muore a San Paolo del Brasile il 20 marzo 1992 lasciando un’impronta nel panorama modernista brasiliano.

piazza bo bardi
piazza bo bardi

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