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Filippo Sassetti, esploratore, mercante e letterato nato a Firenze nel 1540 è ricordato da Milano in una breve via situata in zona Isola per il suo importante contributo dato alla conoscenza dell’India.

Appassionato di studi letterari si iscrisse all’Università di Pisa dove approfondì le materie filosofiche-umanistiche coltivando anche interessi in campo botanico. Ritornato a Firenze nel 1574 entrò nell’Accademia Fiorentina e in quella degli Alterati nella quale assunse il nome di Assetato, pseudonimo da cui si evince il suo profondo desiderio di conoscenza.

 

In seguito a una crisi finanziaria si vide costretto a cercarsi un impiego e lo trovò a Madrid presso una famiglia fiorentina esportatrice di stoffe, sfruttando i rudimenti insegnatigli dal padre mercante. Si trasferì poi per un paio d’anni a Lisbona dove si occupò di importazioni di pepe proveniente dall’Oriente. Conobbe il banchiere milanese Giovan Battista Rovellasca, socio del consorzio che aveva ottenuto dai Reali Portoghesi l’appalto per l’importazione del pepe in Portogallo dall’India e, desideroso di trasferirsi in Oriente, da lui ottenne l’incarico di agente.

Filippo Sassetti si imbarcò alla volta dell’India nel 1582 ma sfortunatamente la nave si incagliò al largo del Brasile e l’esploratore fu costretto a fare ritorno a Lisbona. L’anno successivo ritentò il viaggio e, dopo una lunga e dura traversata in cui buona parte dell’equipaggio venne colpita dallo scorbuto, approdò sulle coste del Malabar. Si stabilì a Goa ma gli affari non decollarono mai a causa della crisi che minava l’economia indiana.

Filippo Sassetti imputava la causa di questa situazione alla distruzione del regno di Vijayanager, alla conquista del Guijarat da parte dell’imperatore Mogol e alla nefasta politica portoghese volta a convertire gli indù. Vista la situazione era intenzionato a trasferirsi prima in Malacca e poi in Cina, passare da Manila e tornare in Portogallo. Questo progetto però non trovò una realizzazione: Filippo Sassetti morì a Goa nel 1588.

Autore di diverse opere grazie a lui ci sono pervenute informazioni e notizie dell’India con una dettagliata analisi di tutti gli aspetti geografici, storici e culturali della nazione. Si appassionò alla medicina indiana trovando e descrivendo le analogie con quella greca, fu il primo ad interessarsi all’alimentazione locale e tra i primi europei a studiare il sanscrito, l’antica lingua indiana.

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