caprilli
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La via Caprilli costeggia l’ippodromo: una bella via alberata che dallo stadio arriva in piazzale Lotto.

 

Federico Caprilli, nato nel 1868 entra a 13 anni nel Collegio Militare a Firenze; fin da subito le sue doti vengono notate soprattutto nella scherma e nella ginnastica

Trasferitosi a Modena all’età di 20 anni conclude la sua esperienza alla scuola militare con un giudizio mediocre in equitazione: nonostante questo, diventato sottotenente, viene assegnato al reggimento di cavalleria a Saluzzo. Qui incontrò Emanuele Cacherano (sì, esattamente, colui che si fece promotore per la nascita dell’Aci e cofondatore della Fiat) e divennero molto amici.

Essere nella cavalleria diede modo a Federico Caprilli di poter studiare i cavalli in ogni aspetto: la passione che nutriva lo spinse a passare ore a studiare i movimenti, le posture e provò personalmente diverse tecniche.

La sua era un’idea semplice, ma rivoluzionaria all’epoca: il cavallo può dare il meglio solo se il cavaliere accompagna nel giusto modo i movimenti. All’epoca nessuno faceva in questo modo.

Spinto dal suo studio e dalle prove fatte, si iscrisse a gare e competizioni, riuscendo in tante occasioni a vincere. E furono queste vittorie a permettergli di entrare nell’alta società.

Durante il Concorso ippico internazionale di Torino del 1902 Federico Caprilli non solo vinse ma conquistò il primato mondiale di salto in alto: il suo cavallo era Mélopo.

Federico Caprilli morì cadendo da cavallo nel 1907; l’incidente, banale da quanto si raccontò, diede il via a voci mai confermate che in realtà potesse essere la vendetta di un marito tradito.

Al funerale, una cerimonia semplice come da sua volontà, furono tantissime le corone di fiori, arrivate da tutto il mondo.

Le sue ceneri si trovano nella tomba della famiglia Bricherasio acconto a quelle del conte, suo amico Emanuele Cacherano.


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