Antonio Trivulzio, il cui nome per esteso fa Antonio Tolomeo Gallio Trivulzio, V principe della Val Mesolcina, è stato un nobile e filantropo italiano. Nasce a Milano il 22 maggio 1692.

 

Antonio era imparentato col Cardinale Tolomeo Gallio, con i Borromeo e con i Trivulzio. Al fine di cogliere l’eredità della famiglia Trivulzio, il padre di Antonio aggiunse il loro cognome  al proprio. In questo modo, alla morte del cugino, ricevette i suoi titoli nobiliari e una cospicua eredità.

Antonio Trivulzio si formò a Milano frequentando la buona società ed ebbe modo di entrare anche nei salotti viennesi. L’amicizia con Cesare Beccaria, Pietro Verri e Pietro Metastasio lo portò ad aderire all’illuminismo.

Pervaso dallo spirito umanitario di questo movimento, prese ad interessarsi alle condizioni di povertà in cui si trovava la maggior parte della popolazione milanese. Mentre si impegnava attivamente facendo opere di carità personali, nella sua testa si stava creando l’idea di un progetto ben più ampio.

Voleva realizzare un’istituzione misericordiosa che avrebbe dovuto occuparsi dei poveri. Stiamo parlando di quello che sarebbe diventato il Pio Albergo Trivulzio, la prima istituzione caritatevole non religiosa della città di Milano.

Nel 1766, essendo ormai anziano, decise di redigere testamento dove dispose di fare sorgere l’istituzione nel proprio palazzo, dando a Ermenegildo Pini il compito di ristrutturare l’edificio per adeguarlo alle nuove esigenze funzionali.

Antonio Trivulzio morì il 30 dicembre 1767. Quattro anni dopo il Pio Albergo Trivulzio aprì i battenti in contrada della Signoria nella Giurisdizione di Porta Tosa, affacciato sul Naviglio interno, in corrispondenza dell’attuale via Francesco Sforza.

Il palazzo è stato sede del Pio Albergo Trivulzio fino al 1910, anno in cui venne trasferito nella sede attuale nella strada che porta a Baggio. Spesso viene identificato come “La Baggina”. E guarda casa, questa via oggi porta proprio il suo nome.

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