Andrea Verga fu un medico e un politico. Nacque a Treviglio nel 1811.

 

I primi anni si formò presso il seminario di Castello poi cambiò orientamento e si iscrisse a medicina presso l’Università degli Studi di Pavia dove conseguì la laurea nel 1832. Diventò assistente di Bartolomeo Panizza.

Nel 1843 cominciò a lavorare come psichiatra al manicomio privato di San Celso dove erano ricoverati i malati mentali di classi agiate. Cinque anni più tardi, durante la prima guerra di indipendenza italiana, il Governo Provvisorio di Lombardia gli affidò la direzione del manicomio della Senavra.

Nel 1847, insieme a Carlo Erba, Cesare Lombroso e Giovanni Polli, partecipò ai primi esperimenti sull’uso terapeutico della cannabis.

Nel 1852 lasciò la Senavra e andò a dirigere l’Ospedale Maggiore di Milano. Andrea Verga collaborava con la Gazzetta medica italiana e, per il periodico, diede vita all’Appendice Psichiatrica che ebbe un ruolo significativo nella legittimazione della psichiatria come disciplina medica riconosciuta a livello scientifico.

Andrea verga: una vita dedicata alla medicina

Collaborando con Cesare Castiglioni e Serafino Biffi nel 1864 fondò “l’Archivio Italiano per le malattie nervose e più particolarmente per le alienazioni mentali

Nel frattempo l’amministrazione dell’Ospedale Maggiore fu riorganizzata e la direzione medica venne soppressa. Per il Verga si pensò ad un altro ruolo. Nell’Ospedale Maggiore venne istituita per lui la cattedra di “dottrina clinica delle alienazioni mentali”.

Nel 1873 Andrea Verga diventa presidente della Società Freniatrica Italiana. Diventa anche presidente anche della Società di patrocinio per i pazzi poveri della città di Milano creata per dare assistenza a chi guariva dalla pazzia ed era emarginato dalla società.

Nel 1877 diventa Senatore dopo essere stato per una decina di anni consigliere provinciale e consigliere comunale. Fu anche membro e poi presidente del Regio Istituto lombardo di scienze, arti e lettere.

Andrea Verga dedicò la sua vita alla medicina. Non si sposò mai e non ebbe figli. Morì nel 1895 e venne tumulato nella Cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.

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