Sono tante le aperture o per meglio dire ri-aperture avvenute in queste ultime settimane: dopo la pausa forzata poco alla volta, seguendo i vai protocolli, negozi, bar, ristoranti, teatri, cinema ed altre attività sono tornate ad alzare la saracinesca e hanno ripreso la loro attività.

 

Premettendo che mi baso squisitamente su quelle che sono mie personali osservazioni e non ho nessun dato ufficiale che confermi o meno quanto sto per scrivere, la sensazione che ho girando per la città è che le uscite, inteso come persone che escono e girano per la città, siano ancora ben lontane dal periodo pre covid.

Cerco di spiegarmi meglio: gente in giro ne vedo. Passando a titolo d’esempio incorso Buenos Aires piuttosto che corso Vercelli, gente che passeggia, che si sposta, che prende i mezzi o gira in auto ne vedo. Eccome. Cosa diversa per le tangenziali: mi dicono che le nostre amate code, quelle belle lunghe tra la est e la ovest o qualche chilometro prima della nostra uscita, non ci sono. Bene, mi verrebbe da dire, ma…

E poi i negozi: in qualsiasi negozio butti dentro lo sguardo, non vedo gente. Certo, si nota la fila dal panettiere, la coda davanti alla posta piuttosto che dal macellaio, ma anche qui ma….

Se per fortuna la cosa davanti ai supermercati è (quasi) solo un triste ricordo, quello che mi lascia perplesso è la mancanza di potenziali clienti che entrano nei negozi che vendono beni non di prima necessità. E’ come se, e lo ripeto è una mia impressione, la gente esca per comprare pane, frutta, carne e latte, ma che ancora non osi andare a prendere le scarpe, i vestiti, una borsa, un paio di orecchini, un cd, un libro.

Quali potranno essere le motivazioni? Una maggior attenzione alle spese? Può essere certamente, visto quando è successo e le difficoltà che tutti da questo punto di vista dobbiamo affrontare. O forse è ancora il timore di fare qualche cosa di “pericoloso” per la salute? Il timore di rischiare di entrare in contatto con qualche positivo al coronavirus?

Onestamente non lo so. Sarei più per un discorso economico: è sicuramente vero che la quarantena ha fatto scoprire a molti la comodità e spesso la convenienza degli acquisti online e quindi si continui su quella strada. Ma non ne sono convinto.

Non mi resta quindi che dire: a voi la parola!

Tante aperture ma poche uscite
Tante aperture ma poche uscite

 

Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...