Sette cose che non vorremmo vedere a Milano
Sette cose che non vorremmo vedere a Milano

Quali sono le sette cose che non vorremmo vedere a Milano?

Ve lo abbiamo chiesto su facebook, twitter ed instagram ed in tanti avete scritto. Facciamo quindi una classifica e indichiamo quelle cose che più non piacciono a voi, seguendo scrupolosamente i “voti” arrivati sui social network

1- Le palme in Duomo. Vi piace vincere facile eh? Nonostante l’apertura di Starbucks l’attenzione sulle palme è sempre alta. E proprio sembra che non vadano giù alla maggior parte di voi. Una prima posizione netta

2- Il dito di Cattelan. Davanti a palazzo Mezzanotte questo dito doveva rimanere per poco, poi si è deciso di lasciarlo qui. Scelta che non convince. Per niente (anche a noi non piace)

3- La fontana di Pertini. Un altro classico. Praticamente all’incrocio tra via Manzoni e via Montenapoleone, questa opera non è mai piaciuta. Ci verrebbe da dire “e come potrebbe…” E molti di voi sono d’accordo.

4- La statua del Re in piazza Duomo. Avevamo già notato che questa statua crea malumori tra molti di voi. Non ci è chiaro se sia per l’opera in sè o per cosa e chi rappresenta, anche se questa seconda ipotesi ci sembra più corrispondente alla realtà. Su questo non siamo d’accordo: fa parte della nostra storia, nel bene e nel male. Ma detto questo, la maggioranza vince

5- La torre Velasca. Povera… odiata ed amata. Amata ed odiata. A questa ondata sembra vincere l’odio verso una costruzione che davvero divide. Qui la via di mezzo non c’è. O così o demolita. Per ora rimane al suo posto, facendo felice quel 49,99% di milanesi.

6- Teatro Burri. Era la nostra prima scelta. Molti di voi concordano. Per quanto ci riguarda, la scelta di ripristinare qui questa opera non è stata delle migliori.

7- Le scritte sui muri. Un cancro della nostra città. Inutili, stupide, troppe….e potremmo andare avanti. Per fortuna c’è Retake Milano che mette una pezza.

 

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...