Milano da vedere
Milano da vedere

Milano navigabile: acqua. A destra, a sinistra, in alto in basso, sopra e sotto. Ovunque acqua. Incredibile a dirsi, ma era proprio così

Che a Milano si navigasse ormai lo sappiamo, ma che farlo fosse tradizione dalle origini?? La storia della Milano navigabile inizia presto, molto prima dei navigli che mal conosciamo oggi.

L’acqua è fin da subito l’elemento della nostra città poiché, pur non potendo contare su un corso d’acqua di grande portata, si trova circondata da fiumi minori (li conosciamo) insieme a torrenti,  per un totale di una dozzina di corsi d’acqua naturali. Mica male. E chi altri, se non i romani, potevano mettere in opera un sistema idrico razionale?

Torrenti e fiumi vengono convogliati e governati all’interno della città. Lo scopo? Militare prima di tutto. Il Nirone e il Merlata entrambe alimentavano l’antico fossato romano così come l’Olona, ma l’ acqua in città ci arriva per tutti gli usi (il Seveso alimentava le terme erculee) e ci arriva anche per accogliere i naviganti.

Già in epoca romana Milano poteva contare su di un enorme porto, situato nell’area dove oggi ha sede l’università statale, al quale ci si arrivava tramite canali navigabili artificiali. Milano è già città d’acqua. Dal porto avremmo forse proseguito verso sud fino a piazza Vetra, accarezzato il monumentale anfiteatro e ricevuto una spinta dalle acque dell’Olona per allontanarci dalla città lungo la Vettabbia.

E’ questo secondo gli storici il canale navigabile romano il quale, esistente ancora oggi ridotto a poco più che una roggia, sfocia come in antichità nel Lambro. Va da se che il termine del viaggio era l’Adriatico: Mediolanum era già connessa al mare!

Una curiosità: il porto romano nel I secolo viene completamente devastato da..indovinate un po’!? Una piena del Seveso! Con la caduta dell’Impero Milano perde importanza a favore di Pavia con la conseguente rovina di tutta la rete idrica.

La città arriva alle soglie del 1000 circondata da boscaglia e paludi, dovremo aspettare la buona volontà di due monasteri perchè Milano possa riprendere il largo.


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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

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