Diciamoci la verità: Milano non è una città per le biciclette. Le piste ciclabili ci sono, ma preferiscono usare la strada. Se ne fregano se in corso Magenta bloccano il traffico andando a 5 all’ora e sapendo che non si possono sorpassare. Lasciano le biciclette ovunque, attaccate a semafori, pali della luce anche se intralciano il passaggio delle persone. I ciclisti urbani non hanno ancora capito che il codice della strada vale anche per loro: vanno in contro mano, sui marciapiedi fregandosene se ci sono i pedoni. Sembra che la strada non gli basti, vogliono anche tutto il resto.

Diciamoci la verità: Milano non è una città per le biciclette. Le piste ciclabili ci sono ma ne servirebbero molte di più. Il manto stradale è sconnesso ed in centro con il pavè e le rotaie si rischia di cadere ogni cinque minuti. Convivere con gli automobilisti  è impossibile: non hanno nessun rispetto, lasciano la macchina posteggiata sulle piste riservate e ti passano a dieci centimetri a velocità inaudite. Anche chi va in moto sembra che non veda la biciclietta davanti e passa troppo veloce e troppo vicino. E poi è un problema lasciarle in strada. I pali ed i semafori sono tutti occupati, non ci sono altri posti. E’ vero, ci sono le bici del comune, ma il servizio non copre tutta la città.

Diciamoci la verità: che tu vada in auto, in moto o in bici fai sempre quello che vuoi. Te ne freghi degli altri. Se sei in auto inveisci con i pedoni, ma se sei a piedi te la prendi con gli autisti.

Diciamoci la verità: non servono più bici e meno auto. Serve cervello. Sempre.