Deserta: è questa la parola che sento spesso in queste settimana quando si parla di Milano.

 

Se è capitato anche a voi di girare la città durante la settimana o nel week end, soprattutto per il centro, avrete certamente notato la differenza con giugno 2019. Un po’ per diletto un po’ per impegni vari, ho ripreso a girare la città come prima e mi è evidente che i “numeri” non tornano.

Per meglio dire: i numeri ai quali eravamo abituati fino a sei mesi fa, giusto per fare cifra tonda, non sono quelli attuali. E con tutte le persone con cui ho parlato dell’argomento, la risposta è sempre stata Milano è deserta.

L’ultima occasione è stata ieri sera: più persone hanno dovuto passare per il centro di Milano per raggiungermi in zona navigli e tutti, ma proprio tutti, hanno avuto questa impressione.

Nel parlare me ne sono uscito con quella che in prima battuta voleva essere una battuta, ma subito dopo averla detta, tutti si sono accorti che avevo detto la cosa giusta.

Milano non è deserta: Milano oggi è popolata dai milanesi. Punto. Questo è il numero di persone che la nostra città conta normalmente (magari qualcosina in più perchè con la fine delle scuole magari chi ha potuto se n’è già andato da qualche parte), ma grosso modo il concetto è questo. Senza i turisti, italiani e stranieri, senza tutti coloro che vengono qui per organizzare un evento, una fiera o una manifestazione. Senza, per l’appunto, i tanti eventi a cui siamo abituati che richiamo non solo gli addetti ai lavori. Senza le partite di calcio ed i tifosi (non solo quelli della squadra ospite, ma anche i tanti interisti e milanisti che non vivono qui). Senza tutti coloro che, ancora oggi, lavorano a Milano ma vivono fuori e in questa fase continuano con lo smart working.

Ecco senza tutti queste persone, e tante altre sicuramente, Milano è popolata, girata, attraversata, vissuta da chi qui vive. E no, non siamo i famosi tartari del deserto. Come diceva il buon Vasco: “Siamo solo noi

Deserta - foto Claudia Reali
Deserta – foto Claudia Reali

 

 

Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...