Avete per caso una foto
Avete per caso una foto

Quello che vi vorrei raccontare oggi mi e vi porta indietro non di tanto, diciamo un trentacinque anni.

 

La zona è quella di via Pasubio, piazza XXV Aprile: no, nulla a che vedere con quella attuale. Credo di aver avuto già modo di scrivere al riguardo, ma come dire… ripetere non guasta mai.

Ho un ricordo vivo di quel tratto di strada: sbucavo da via Maroncelli, giravo a sinistra prendendo via Pasubio e dopo un centinaio di metri eccomi in piazza XXV aprile. Lasciatemi però ricordare prima di tutti, il mio primo supermercato: all’epoca non si andava così spesso all’Esselunga (non saprei dirvi neanche quale potesse essere la più vicina): qui, proprio in Pasubio c’era “SuperSconto“: all’epoca mi sembrava enorme, probabilmente lo rivedessi oggi sarebbe minuscolo (e di questo so di avere la foto dell’insegna da qualche parte…la troverò prima o poi).

Arrivare in piazza XXV Aprile voleva dire vedere davanti a me la Porta (Garibaldi, se qualcuno avesse qualche dubbio) e subito dietro il teatro Smeraldo. Alla sinistra del teatro, Artioli, l’ottico: lo ricordo per la quantità di occhiali che mi hanno preso proprio in quel negozio (occhiali da vista: accecato fin dall’infanzia).

Ma la meta di questi giri era quasi sempre un’altra (ricordo, giusto per non fare la figura del rimba, che all’epoca del racconto ero un bambino e quindi mi muovevo con mamma o nonna): andare in piazza XXV Aprile voleva dire andare al SuperSpaccio.

Non me ne vorranno, mi auguro, ma credo che quel nome lo abbiano inventato i miei: non ho traccia da nessuna parte di un posto con questo nome: ho banalmente provato a cercarlo anche con google, ma il massimo che ottengo come risultato è una carrellata di arresti per narcotraffico. Se anche voi non avete idea di che cosa potesse essere, immaginatelo come un mercato coperto, all’interno di un palazzo. Una sfilza di negozi uno dietro l’altro, a memoria quasi tutti alimentari, con la merce in bella evidenza.

Credo ci fossero due ingressi e quello principale aveva proprio all’inizio il negozio che vendeva le olive: sicuramente vendeva anche altro, ma ho il ricordo di questo odore (per molti profumo) che mi dava il benvenuto ogni volta che arrivavo. Ecco spiegato perchè arrivato a 45 anni, le olive non le ho mai mangiate.

C’erano poi tanti altri negozi, sicuramente anche quello che vendeva i prodotti per le pulizie e potrei azzardare anche qualcuno che vendeva giocattoli, non ne sono certo,  ma la mia memoria si ferma poco oltre. Ricordo scatole di pasta, profumo di formaggi (all’epoca mi lamentavo della puzza) e salumi ma… ecco, il vero motivo per cui sto scrivendo questo articolo è proprio per chiedervi un aiuto. So che altri saranno entrati qui e magari qualcuno di voi, più grande di me, per un motivo che fatico ad immaginare, può aver fatto una foto. Magari tra voi c’è anche il parente di chi aveva il negozio proprio lì.  Ecco, se qualcuno avesse questi ricordi fotografici e volesse condividerli con me/noi, mi farebbe davvero felice.

Ah, dimenticavo: uscendo dallo spaccio c’erano altre due cose davvero particolari (per i giovani di oggi, all’epoca erano normali). La bancarella fissa dei libri e fumetti ed un vespasiano.

Ve lo immaginate oggi tra Eataly e Princi?