A proposito di Starbucks

Lo sapevamo da tempo: Starbucks sbarca in Italia. E dove se non a Milano il primo grande negozio?

Da quando ha iniziato a circolare la voce, si è letto davvero di tutto al riguardo. Come spesso accade, la fila dei detrattori è lunghissima. Ed ovviamente per i motivi più diversi. Certo, il “debutto” con le palme in piazza Duomo ha contribuito a scaldare qualche animo, ma passato qualche tempo, la questione dell’apertura in Cordusio nel palazzo della Posta ha preso un’altra piega.

E’ abbastanza facile sentire o leggere le idee sui prodotti che la catena andrà ad offrire: la definizione “americanata” è quella più gettonata, ma non in senso positivo.

Permetteteci allora di fare un salto indietro nel tempo, non di troppo, giusto una trentina d’anni, quando aprì il primo Burghy. Forse i più giovani non ricorderanno che l’idea fu dei Supermercati Gs e solo in seguito venne acquistata dal gruppo Cremonini. Cosa offriva questo nuovo locale che chiamavamo fast food? Facile: una americanata.

Siamo passati da quella che noi chiamavamo svizzera all’hamburger nel giro di poco tempo e il panino con carne, salsa e cetriolo è diventato italianissimo. E nulla è cambiato quando la catena è stata rilevata da Mac Donald. Oggi in qualsiasi Mac si entri, si trovano giovani, meno giovani, italiani e stranieri. E’ diventata una presenza normale.

Sarà così anche per Starbucks? Sicuramente sì. Gli stranieri troveranno un altro punto noto in città, noi milanesi ci divideremo come sempre tra coloro che andranno subito a provare qualche cosa di diverso e quelli che “io mai” ma che poi cederanno alla curiosità. Ed alla comodità.

Già perchè questi locali sono molto diversi da come siamo solitamente abituati noi a vivere il momento del caffè. E se all’inizio ci potrà sembrare strano, poi capiremo che forse ogni tanto vale la pena farci un salto.

Alcuni lo chiamano effetto della globalizzazione, altri libero mercato. In ogni caso, ognuno di noi è sempre libero di fare la sua scelta: bar sotto casa oppure Starbucks. Nel dubbio, tutte e due.


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