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Draghi? Sì, verdi. Ma se volete a Milano anche Vedovelle

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Draghi verdi o vedovelle. Questo è il problema. Ma la scelta termina qui. A Milano usate quel che volete, basta che non le chiamiate fontanelle.

Già, perchè qui da noi a Milano questa parola non si usa: è proprio una regola non scritta che ci impedisce di usare il termine fontanella per indicare i “distributori di acqua pubblica”, o come si diceva una volta, l’acqua del sindaco.

E quindi come chiamarle? Draghi verdi o vedovelle? Potremmo discutere per pagine e giorni, senza arrivare ad un compromesso. Vanno bene tutte e due ad ogni modo. Forse e ripeto, forse, vedovella è il termine che si usa da più tempo, anche se poi draghi verdi ha rubato un poco la scena.

Ad ogni buon conto, qui un video che non solo spiega in modo preciso i due termini, ma risponde anche ad altre due domande: quante sono e come si mantengono.

 

 

Il video è di Centrale dell’acqua di Milano


E per non farci mancare niente, ecco una poesia in dialetto di Carletto Oblò

Numm la ciamom “Vedovèlla”,
guai ciamalla fontanèlla,
a Milan l’è ‘na bestèma,
sì, per numm l’è ‘nca on’emblèma.

“Drago Verd” quaivun te ciama
ma l’è mèj on nòmm de dama:
Se pò piang cont on sorris
e pensall in Paradis.

Semper pronta a scoeud la set,
on ses’cent n’hann miss in ret;
semper frèsca, ciara e bòna,
de Milan te see gran dòna.

Quanto corr e giugattà…
rinfrescass quand s’è sudaa,
cont on did stoppatt la bocca
e sbilzà… sòtt’a chi tocca!

Numm t’èmm semper rispettada,
carezzada e coccolada,
me dispias doè dill chì
ma tutt quèst l’è ‘dree finì.

Gioventù senza rispètt,
clandestin che fa toalètt,
el drogaa poeu ghe n’ha minga
el ven lì per la siringa.

Vedovèlla èmm capii,
caragnà per el marì
l’è ‘na ròba natural
l’era nò per tì on gran mal.

‘Dèss però ‘l tò caragnà
l’è on gran sfògh de disperaa,
vedè in gir tutt ‘sto bordèll
e Milan che l’è pù quèll.

vedovella
vedovella

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