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Aggie torna con 20 Needle

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Dopo Bimba e Amo Top, Aggie presenta il suo terzo singolo, intitolato 20 Needle. L’artista e producer varesina aveva già dato a vedere di non volersi rinchiudere in un solo genere o in un unico stile, tant’è che dal sound EDM e tamarreggiante di Amo Top era saltata ai suoni trap di Bimba.

Con 20 Needle, Aggie ci fa fare un nuovo balzo, immergendoci in una ballad alt-pop, che ai fan dei generi alternativi potrebbe ricordare nello spirito qualche brano di artisti come Twenty One Pilots e Billie Eilish.

20 Needle è al singolare, e con un gioco di parole, sta per “20 ago(sto)”, che è al contempo la data di nascita di Aggie e anche il giorno in cui ha luogo la vicenda raccontata nel brano: un coinvolgimento fra due persone che per un solo giorno sono state più che amiche. È una storia di ghosting, in cui una delle parti finisce per trascurare, ignorare e dimenticare totalmente l’altra.

Siamo stati con lei al Cimitero Monumentale di Milano e ci siamo fatti raccontare qualche cosa in più!

aggie - foto di Simone Pezzolati
aggie – foto di Simone Pezzolati

Aggie torna con 20 Needle

Qual è il tuo rapporto con la città di Milano?
La città di Milano è stata una svolta per me, perché mi ha aperto le porte del mondo vero, fuori dalla provincia dove sono cresciuta. A Milano ho subito sentito di poter essere me stessa e di potermi esprimere di più, senza paura di essere guardata o giudicata, e col tempo ho capito che questo accade perché a Milano sono tutti impegnati a farsi i fatti propri!

Mi dà la sensazione di una città in cui puoi essere chiunque. Ci andavo spessissimo per concerti quando ero più piccola, e ho iniziato a conoscerla più nel vivo quando studiavo a Lambrate; molte delle mie relazioni si sono svolte con Milano come sfondo, tante strade e piazze sono legate a ricordi importanti per me.

C’è qualcosa del tuo rapporto con Milano nei tuoi pezzi?
Non c’è ancora molto nelle cose che ho già fatto uscire, ma ho dei testi che parlano proprio di Milano nelle bozze; Amo Top sicuramente non esisterebbe se non fosse per Milano, e infatti è piena di riferimenti a locali che frequentavo spessissimo prima della pandemia.

Il contrasto tra quanto sento di appartenere alla città piuttosto che alla provincia sicuramente caratterizza sempre il modo in cui scrivo e produco i miei pezzi.

Qual è invece il tuo rapporto con la provincia?
La provincia è esattamente la small town da cui vogliono andarsene tutti i pop punk kids: è una realtà piccola dove capisci di non avere realmente un futuro, perché tutto è vecchio, stantio, si fa molta fatica a introdurre cose nuove e a farle masticare alla gente. Ci sono molte meno possibilità, il concetto di divertimento è totalmente ridimensionato in provincia, ed entrare a confronto con la realtà della città mi ha fatta sentire spesso inadatta, e mi succede ancora di pensare che i miei standard sono proprio degli standard da ragazza di provincia.

Eri mai venuta al cimitero Monumentale di Milano? Quando?
Sì, ero già venuta a visitarlo! Almeno un paio di volte, qualche anno fa. Mi ha sempre affascinato come si possa girare per un cimitero pieno di storia, architettura e arte, come se fosse un museo a cielo aperto.

aggie - foto di Simone Pezzolati
aggie – foto di Simone Pezzolati

Questa città è ancora un buon posto per fare musica?
Penso di sì, assolutamente! Milano da sempre offre a chi fa musica mille possibilità di farsi conoscere; certo, forse ora tarpate dalle restrizioni a cui ci ha costretto la pandemia. Ma Milano rimane a mio parere un ottimo posto, una tappa obbligatoria per chi vuole emergere.

Hai già avuto modo di esibirti dal vivo? Prossimi piani?
No, non ne ho ancora avuto occasione. Vorrei avere un po’ più di pezzi miei già pubblicati da poter portare su un palco: questo mi aiuterebbe a presentarmi con più confidenza. Suonare davanti a un pubblico mi piacerebbe tantissimo, ed è una cosa che sogno da tempo, anche se allo stesso tempo mi terrorizza un po’. Spero che succeda presto, perché prima inizio, prima ci prenderò gusto.

aggie - foto di Simone Pezzolati
aggie – foto di Simone Pezzolati