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Le Icone Di Milano – L’arte Di Mettersi In Gioco

Un’installazione artistica che, in occasione del Salone del Mobile, celebra la città di Milano e le tante donne che la rendono speciale ogni giorno.

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In occasione della Milano Design Week, lo studio di decorative design Progettomenodue presenta Le icone di Milano, l’arte di mettersi in gioco, un progetto di installazione artistica in associazione con Giardino delle Culture NOW e ARTàMICA ed in partnership con CANDYSLAB. Il progetto sarà aperto al pubblico dal 4 al 10 settembre 2021 negli orari di apertura del Giardino (h. 10-19).

L’installazione vuole celebrare la città di Milano e le tante donne, milanesi di nascita o adozione, che la rendono speciale e unica al giorno d’oggi. Progettomenodue, lo studio di decorative design tutto al femminile fondato Sara Delfanti e Emanuela Tarlocco specializzato in allestimenti dal forte impatto visivo, ha creato una scenografia ispirata ad un classico gioco da tavolo, rivisitato per l’occasione in formato gigante, con le pedine in stampa 3D che richiamano oggetti della “milanesità”: la borsa (la moda), il piccione (le piazze e gli spazi collettivi), il panettone (la cultura gastronomica).

Le Icone Di Milano – L’arte Di Mettersi In Gioco

Ogni casella all’interno del tabellone – interamente calpestabile – è dedicata ad una donna contemporanea che con la sua grinta e la sua passione è riuscita a mettersi in gioco.

Ciò vuole essere un momento di racconto e di conoscenza della storia di queste protagoniste che si sono distinte nei campi della moda, del design, dell’imprenditoria, della scienza, della cultura e dello spettacolo, comparti nei quali Milano è da sempre un punto di riferimento.

Seppur in chiave leggera e simpatica, rappresenta anche uno spunto di riflessione su quanto ancora oggi le donne lavorino spesso dietro le quinte e non abbiano il riconoscimento che meritano.

Tassello dopo tassello, ci si trova davanti ad un percorso fatto di figure femminili tenaci e ispirazionali, concepito anche nella speranza che la toponomistica della città cambi presto e che il gap infelice di 140 vie (di cui 40 Sante) su 4250 sia presto colmato.