Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì
Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì

Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì è nato ad Oreno nel  1480  è stato un pittore italiano, l’allievo prediletto di Leonardo da Vinci.

Entrò nella bottega del Maestro nel 1490: “Giacomo venne a stare con meco il dì della Madonna del 1490, d’età d’anni 10” scrisse di suo pugno Leonardo.  “Il secondo dì gli feci tagliare due camicie, un paro di calze e un giubbone, e quando mi posi i dinari a lato per pagare dette cose, lui mi rubò detti dinari della scarsella, e mai fu possibile farglielo confessare, bench’io n’avessi vera certezza – lire 4”, annotò poi, aggiungendo sui suoi scritti la nota: “ladro, bugiardo, ostinato, ghiotto”.

Personaggio particolare fin da fanciullo, deve il nome Salai alla contrazione di Saladino, inteso come diavolo: un elemento irrequieto e spavaldo.

Da garzone di bottega, in poco tempo riuscì a dimostrare le sue capacità tanto da farlo diventare insostituibile. I viaggi di Leonardo lo vedevo sempre uno accanto all’altro in ogni parte d’Italia e non solo. Sappiamo però che  non era a Cloux il giorno in cui Leonardo scrisse il testamento e non gli fu vicino neppure il 2 maggio 1519 quando morì. Nonostante questo ebbe la sua parte di eredità: metà della vigna in Porta Vercellina.

Non si conoscono opere la cui attribuzione al Salai sia certa. La tradizione vuole però che una Madonna col Bambino e Sant’Anna, quest’ultima su ispirazione di un dipinto di Leonardo, siano sue. A Milano, nelle sale della Pinacoteca Ambrosiana, si può ammirare il San Giovanni Battista.

Monna Vanna
Monna Vanna

L’opera più chiaccherata rimane la Monna Vanna o Gioconda nuda. Realizzata in  collaborazione con  Leonardo è  un dipinto per così dire.. difficile. Se il volto ci ricorda molto chiaramente il famoso sorriso, il resto del corpo è privo di femminilità come a voler inficare una doppia natura, uomo e donna. Seppure criticato per la non perfetta esecuzione di alcuni particolari, il dipinto, appartenuto alla collezione Litta, è stato a lungo attribuito a Leonardo. Se volete vederlo dal vivo, dovete andare in Svizzera.

San Giovanni Battista
San Giovanni Battista

Passiamo al gossip: per alcuni,  la donna raffigurata nella Gioconda di Leonardo  sarebbe.. Gian Giacomo Caprotti, che quindi oltre ad essere il prediletto era anche l’amante di Leonardo. Eh già alcuni hanno scritto e pensano questo, rimarcando a sostegno del loro pensiero che negli occhi della Monna Lisa vi sarebbero dipinte due lettere: una S nell’occhio sinistro e una L nel destro. Proprio come le iniziali dei due…

Non ultimo, la somiglianza della persona ritratta nella Gioconda con il San Giovanni Battista, una delle ultime opere di Leonardo, il cui modello indovinate chi era?? Lui, Gian Giacomo Caprotti.

Quando si parla di Leonardo, tutto può succedere.