Home2026No Curves all’Ambrosiana: “EGO” trasforma i capolavori in icone urbane contemporanee

No Curves all’Ambrosiana: “EGO” trasforma i capolavori in icone urbane contemporanee

Alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana la mostra “EGO” di No Curves mette in dialogo Leonardo, Caravaggio e Moroni con street art, social media e identità contemporanea. Un progetto curato da Antonello Grimaldi.

Ci sono mostre che si guardano. E poi ce ne sono altre che ti guardano dentro.

È quello che accade entrando nella Sala del Foro Romano della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dove le antiche mura sembrano improvvisamente aprirsi a qualcosa di completamente inatteso. Qui prende vita “EGO. Dal nastro adesivo ai grandi capolavori”, la mostra personale di No Curves, uno degli artisti italiani più riconoscibili nel panorama della tape art contemporanea.

Il progetto, curato da Antonello Grimaldi, riesce in qualcosa di raro: mettere in dialogo il Rinascimento e la cultura urbana contemporanea senza mai forzare il confronto. Non c’è provocazione fine a sé stessa. Non c’è il desiderio di “modernizzare” i capolavori per renderli più facili. C’è invece una riflessione precisa, intelligente e molto attuale sull’identità, sull’apparenza e sull’ego nell’epoca dei social media.

No Curves all’Ambrosiana

Le opere custodite in Ambrosiana vengono reinterpretate attraverso le geometrie essenziali di No Curves, costruite con il suo materiale simbolo: il nastro adesivo. Linee nette, colori forti, volti trasformati e mascherati danno vita a figure sospese tra passato e presente.

Il celebre “Musico” di Leonardo da Vinci diventa un DJ contemporaneo, simbolo di un mondo in cui il confine tra talento, visibilità e bisogno di apparire è sempre più sottile. Il ritratto di Michel de l’Hospital di Moroni si trasforma invece in un urban gentleman immerso nella società dell’immagine. E ancora, la “Canestra di frutta” di Caravaggio appare reinterpretata sopra una vecchia banconota da centomila lire, quasi a suggerire quanto il denaro sia diventato il nuovo grande culto contemporaneo.

No Curves all’Ambrosiana: EGO
No Curves all’Ambrosiana: EGO

Ma “EGO” non è soltanto una mostra da osservare: è un percorso che costringe a interrogarsi. Il balaclava, il passamontagna che compare in molte opere, perde qui il significato legato all’anonimato urbano e diventa invece un simbolo universale. Una maschera che annulla l’identità individuale per mettere tutti sullo stesso piano, liberando le persone dal bisogno costante di mostrarsi.

Ed è proprio questa una delle intuizioni più forti del progetto voluto da Antonello Grimaldi: trasformare uno spazio storico come l’Ambrosiana in un luogo vivo, capace di accogliere linguaggi contemporanei senza perdere la propria identità. La mostra non invade il museo. Dialoga con esso. E forse è proprio questo a renderla così potente.

Tra le opere più interessanti ci sono anche le serie inedite “Maschere Silenziose” e “Metamorfosi di Carta”, dove il vetro e le immagini patinate delle riviste diventano metafore di una società fragile, costruita su filtri, apparenze e continue trasformazioni.

No Curves all’Ambrosiana: EGO
No Curves all’Ambrosiana: EGO

Camminando tra queste opere si ha la sensazione che Milano, almeno per un momento, smetta di guardare soltanto al proprio passato glorioso e inizi a interrogarsi davvero sul presente. EGO riesce infatti in qualcosa di difficile: parlare ai giovani senza allontanare chi ama l’arte classica. Anzi, spinge a guardare i grandi capolavori con occhi nuovi.

Ed è forse questo il risultato più sorprendente della mostra di No Curves all’Ambrosiana: ricordarci che l’arte, quella vera, non appartiene mai a un’epoca sola.

No Curves all’Ambrosiana: EGO
No Curves all’Ambrosiana: EGO
Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
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