Leonardo da Vinci studiò la prima conca di Viarenna
Leonardo da Vinci studiò la prima conca di Viarenna

Leonardo da Vinci a Milano si era anche messo a studiare. Che cosa? Ve lo raccontiamo subito, ma armatevi di pazienza ed incamminatevi con noi. Se potete portate anche Fido, noi portiamo Mirtilla.

Se siete di zona e avete dei cani, la conoscerete sicuramente. Di passaggio in via conca del naviglio, magari accompagnando l’amico a quattro zampe, di sicuro si nota quella che sembra essere una piccola zona recintata. Pare esser una fontana, antica e dimenticata. Antica si, dimenticata anche, ma fontana no.

Piccolo grande vanto milanese, quella vasca è quanto rimane della conca di Viarenna, una sorta di ascensore per barche. Perché si trova li? Semplice, era connessa alla darsena ed era di fatto l’ingresso dei barconi diretti in città. Datata 1558, quella che si vede oggi è la seconda versione, se così vogliamo chiamarla, spostata di qualche decina di metri all’interno rispetto alla prima. Tutto comincia con Gian Galeazzo Visconti, primo Duca di Milano che esige il marmo di Candoglia per la nuova basilica. Le cave però sono lontane per cui serve un sistema di trasporto adeguato: l’acqua.

Il Naviglio Grande arriva in prossimità delle mura comunali, portando i marmi fino al laghetto di S. Eustorgio (oggi scomparso), ancora lontano dal duomo, troppo. Si pensa di connettere il naviglio al fossato, rendendo quest’ultimo navigabile, ma sorge un problema: il fossato è ad un livello leggermente più alto. I marmi devono arrivare il più vicino possibile al cantiere per velocizzarne e facilitarne la messa in opera. Urge soluzione, che arriva nel 1437 con l’invenzione della conca di navigazione, il che consente di collegare due linee d’acqua superando i dislivelli permettendo così ai marmi di arrivare al nuovo porticciolo ricavato in zona S. Stefano (oggi via Laghetto).

Immediatamente donata alla Veneranda Fabbrica del Duomo l’invenzione è di non poco conto se si pensa l’utilizzo odierno in tutto il mondo. E’ questa conca che Leonardo studia in vista di un perfezionamento richiesto per la connessione dell’altro naviglio, la Martesana, alla cerchia navigabile. Con l’arrivo degli spagnoli, Milano allarga la sua cerchia difensiva edificando i bastioni intorno al 1560. Le mura impongono lo slittamento all’interno della conca che viene distrutta e ricostruita nel 1558 là dove ne vediamo i miseri resti oggi. La nuova posizione permette l’edificazione delle mura stesse e la protezione della conca, e dunque dell’accesso alla città. Il varco attraverso le mura era protetto da doppie saracinesche resta attivo fino al 1930, quando i navigli e la storia di Milano finiscono sottoterra. Giusto la porzione della conca, oggi vasca per i pesci, stenta a ricordare la storia ed il progresso che rappresenta.

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