Oggi curiosiamo in una zona meno frequentata, ma non per questo meno interessante. Facile raggiungerla: fermata Lotto della M1 oppure M5 (rossa o lilla per intenderci).

Appena usciti dalla metro, non possiamo non notare il Lido: frequentatissimo in questa stagione grazie alla grande piscina,  non tutti conoscono la sua storia.  Si torna agli anni ’20 del XX secolo quando il desiderio di costruire in un’ampia area intorno all’ippodromo di San Siro una sorta di “città dello sport” con diversi impianti dedicati alla pratica sportiva ma anche allo svago, venne presa in seria considerazione. Venne inaugurato il 5 luglio 1931 e nel 1936 l’impianto fu acquistato dal comune di Milano che diede alla struttura un indirizzo più sportivo : furono aumentati i campi da tennis, eliminate le barchette, costruiti i campi da bocce e la pista di pattinaggio.

Non siamo qui per un tuffo in piscina, quindi proseguiamo il nostro giro (certo che con questo caldo un tuffo….): prendiamo via Caprilli, ammiriamo sul lato destro i disegni che colorano il muro di cinta dell’ippodromo e svoltiamo a sinistra all’altezza del numero 15 e cerchiamo via Mancini. Nascosta dalle piante, soffocata dai palazzi qui troviamo quel che resta della cascina “La Bruciata”: negli anni ’30  la cascina era ancora isolata in mezzo ai campi pur avendo vicino l’ippodromo, tantè che nelle stalle non c’erano più bovini, ma cavalli da corsa.
Era  molto grande, formata da due cortili, la corte più piccola era chiusa da un lato
dalla casa padronale, da un altro lato dalla scuderia dei cavalli e dagli altri lati da portici
adibiti a fienili e a deposito di attrezzi.  Dal 1875 la cascina fu sede anche di una famosa osteria: “l’Osteria de la Brusada”.
Si dice che a questa osteria sostasse Napoleone durante la campagna d’Italia e qui trovasse
cibo e ristoro dopo una giornata di battaglia, ma si sa….Napoleone ha mangiato e dormito un po’ ovunque.

Riprendiamo via Caprilli stando bene all’ombra perchè dobbiamo passeggiare per una decina di minuti prima di arrivare all’ingresso principale dell’ippodromo dove troviamo la copia del cavallo di Leonardo. Tante le parole spese sul posizionamento di questo cavallo: rimarrà qui o lo sposteranno?? Noi non lo sappiamo ma per ora ci basta ammirare l’opera.

Ancora qualche centinaio di metri ed ecco che sulla nostra sinistra appare lo stadio Giuseppe Meazza, ma che per noi tutti resta sempre San Siro. Soprannominato la Scala del calcio o il Tempio del calcio, è uno degli stadi più conosciuti a livello internazionale, oltre ad essere il più capiente d’Italia, potendo ospitare 80 018 spettatori. È stato inserito al secondo posto nella classifica degli stadi più belli del mondo redatta dal prestigioso quotidiano britannico The Times nel 2009. Magari non sapete che al suo interno c’è un museo: la storia di Milan ed Inter dentro lo stadio. Da visitare assolutamente.

Lasciamo stare il pallone da calcio un attimo e fermiamoci dove c’è il parcheggio dei vip che vanno allo stadio e giriamoci dalla parte opposta: ecco quel che resta delle scuderie De Montel: un gioielli liberty che faceva un gran figura e che è stato per anni vanto di questa zona. Nulla si sa sulla fine che farà questo luogo, ma quel che è certo è che anche da quel poco che rimane, si capisce la bellezza del posto. Un gioiello che deve tonare a splendere.

 

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