porta-vercellina
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Usiamo sempre la metro e ancora per oggi scendiamo a Conciliazione, sempre linea 1; cambiamo però strada e prendiamo corso Magenta, non prima però di aver guardato in direzione borgo per Vercelli. Sì, sì, si chiama corso Vercelli, ma volevamo farvi fare un tuffo nel passato e farvi immaginare la porta che avremmo trovato qui in piazzale Baracca. Porta Magenta, o Porta Vercellina venne costruita con il materiale ricavato dalla demolizione dei bastioni esterni del castello ed al suo fianco avremmo trovato i caselli daziari. Di tutto questo non rimane nulla: possiamo solo usare l’immaginazione o cercare qualche vecchia foto ( ne esistono alcune proprio della demolizione della porta).

Ma incamminiamoci su, non perdiamoci nella nostalgia. Pochi passi ed eccoci davanti ad uno dei luoghi più conosciuti di Milano, Santa Maria delle Grazie. Non fermeremo più di tanto la nostra attenzione qui, essendo per l’appunto una chiesa conosciuta in tutto il mondo e di parole su di Lei e sul Cenacolo qui presente si spendono fiumi di parole.  A noi per oggi basta ammirarla dall’esterno e sentirci piccoli di fronte a tanta magnificenza.

Dall’altro lato della strada Casa Atellani: con Expo, nel 2015, questa meraviglia è stata fortunatamente aperta al pubblico ed oggi è possibile visitarla e poter entrare anche nel giardino dove possiamo, con un pizzico di immaginazione, vedere Leonardo lavorare non di pennello ma sulla sua vigna. Il palazzo risale all’epoca di Ludovico il Moro che lo comprò nel 1490 dai conti di Piacenza e lo donò alla famiglia degli Atellani, suoi cortigiani. Avreste mai immaginato che il panettone, almeno in una delle tante leggende sulla sua nascita, venne “inventato” anche grazie ad uno dei membri di questa famiglia? Una storia simpatica che vi racconteremo presto.

Proseguiamo il giro e notiamo Palazzo delle Stelline: oggi usato per convegni e mostre nasce con uno scopo ben diverso, che si può intuire dal nome. Le Stelline sono un  istituto milanese per orfanelle, corrispondente femminile dei Martinitt risalente al 1515. Di solito è aperto e una sguardo al cortile interno merita qualche minuto di sosta.

Arriviamo all’incrocio con via Carducci e ci assale un dubbio: proseguiamo dritto o giriamo a destra, verso sant’Ambrogio? Facciamo così, beviamoci una cosa qui di fronte e intanto pensiamo a cosa fare. Per oggi abbiamo visto abbastanza cose interessanti.


Vi piacerebbe vedere dal vivo questi luoghi, provando a giocare con noi? Da settembre avrete la possibilità di farlo. Un paio di ore in nostra compagnia giocando con la storia. Gratis! Chi fosse interessato, lasci la sua mail qui: con settembre vi comunicheremo tutte le date. RICORDATE: dopo avere cliccato su “subscribe” riceverete una mail automatica che dovrete confermare cliccando sull’apposito link.