Promessi Sposi a Milano: ma dove?

I Promessi Sposi l’abbiamo letto praticamente tutti. Quel matrimonio che “non s’ha da fare“, tra Renzo e Lucia, ha accompagnato svariati dei nostri pomeriggi da studenti. Ma in giro per Milano, possiamo ancora vedere molti dei luoghi narrati nel romanzo del Manzoni. Pronti per andarne a cercare qualcuno?
Corso B. Aires, 1 casa Luraschi
“S’immagini il lettore il recinto del lazzeretto, popolato da sedici mila appestati; quello spazio tutt’ingombro, dove di capanne e di baracche, dove di carri, dove di gente;”
Chiesa San Carlo al Lazzaretto
“La cappella ottagonale che sorge, elevata d’alcuni scalini, nel mezzo del lazzeretto, era, nella sua costruzione primitiva, aperta da tutti i lati, senz’altro sostegno che di pilastri e di colonne, una fabbrica, per dir così, traforata: in ogni facciata un arco tra due intercolunni; dentro girava un portico intorno a quella che si direbbe più propriamente una chiesa, non composta che d’otto archi, rispondenti a quelli delle facciate, con sopra una cupola; di maniera che l’altare eretto nel centro, poteva esser veduto da ogni finestra delle stanze del recinto, e quasi da ogni punto del campo.”
Bastioni di Porta Venezia
“A poco a poco cominciò poi a scoprir campanili e torri e cupole e tetti; scese allora nella strada, camminò ancora qualche tempo, e quando s’accorse d’esser ben vicino alla città, s’accostò a un viandante, e, inchinatolo, con tutto quel garbo che seppe, gli disse: «di grazia, quel signore.»
«Che volete, bravo giovine?»
«Saprebbe insegnarmi la strada più corta, per andare al convento de’ cappuccini devo sta il padre Bonaventura?»”
Civico 50 in corso Venezia. 
“Al punto dov’era, e dov’è tuttora quella viuzza chiamata di Borghetto, il fossatello si perdeva in una fogna. Lì c’era una colonna, con sopra una croce, detta di san Dionigi: a destra e a sinistra, erano orti cinti di siepe, ad intervalli, casucce, abitate per lo più da lavandai.”
Civico 40 in corso Venezia, Palazzo Saporiti.
“Dove ora sorge quel bel palazzo, con quell’alto loggiato, c’era allora, e c’era ancora non son molt’anni, una piazzetta, e in fondo a quella chiesa e il convento de’ cappuccini, con quattro grand’olmi davanti.”
Piazza San Fedele (la casa paterna della Monaca di Monza)
“Tali sensazioni d’oggetti presenti facevano un contrasto doloroso con quelle ridenti visioni delle quali Gertrude s’era già tanto occupata, e s’occupava tuttavia, nel segreto della sua mente. Aveva sperato che, nella splendida e frequentata casa paterna, avrebbe potuto godere almeno di qualche saggio reale delle cose immaginate; ma si trovò del tutto ingannata.”
Altri racconti? Eccoli!