Camminare: oggi un bel giro a piedi per arrivare da zio Ausonio
Camminare: oggi un bel giro a piedi per arrivare da zio Ausonio

Camminare senza meta. O quasi

Camminare: sì, oggi vi faremo camminare. Ma ve lo diciamo subito, così i più stanchi potranno smettere di leggere qui. Ci sarà da camminare parecchio.

Già perchè oggi faremo una cosa diversa rispetto al solito. Siamo arrivati a quota 28 itinerari e ci siamo resi conto che c’è ancora tanto da raccontare ma poco tempo: questo è il quart’ultimo itinerario che proponiamo e non abbiamo tempo a sufficienza per dire tutto quello che vorremmo. Abbiamo fatto una selezione e per i prossimi tre giorni andremo in posti nuovi, mentre oggi vi raccontiamo un giro particolare. Quel giro, il nostro giro, che ci piace fare quando vogliamo dedicare a noi stessi un pò di tempo, guardando quei luoghi che conosciamo ma che ogni volta guardiamo con sguardo curioso. Non ci fermeremo a raccontarvi cosa e chi, ma vi daremo semplicemente degli spunti per rendere ancora più milanesi le vostre passeggiate.

Il giro inizia all’incrocio tra corso Magenta e via Carducci e la direzione è verso il centro seguendo la prima. Passiamo davanti al portone che nasconde la casa che gli Sforza regalarono a Lorenzo il Magnifico, proprio in faccia a palazzo Litta. Da qui proseguiamo ammirando fuori e certamente dentro la fantastica chiesa di San Maurizio. Da qui giriamo a destra in via Luini e poi a sinistra per arrivare ai resti di casa Corio, in vi Sant’Agnese. Una pausa veloce qui ad immaginarci una Milano che fu e poi torniamo sui nostro passi: nuovamente attraversiamo via Luini per arrivare in via Brisa. Qui c’è Mediolanum che ci aspetta, con i resti del palazzo dell’imperatore. E sempre con la Milano romana restiamo andando a vedere un pezzo del circo che spunta in via Vigna.

Di nuovo qualche passo indietro e salutiamo la torre Gorani, unica superstite del palazzo omonimo. Entriamo in una via che più di un veicolo non fa passare, via Gorani, ed eccoci all’incrocio con via Borromei. Giriamo a sinistra: come non dare uno sguardo alla (ex) chiesa di San Matteo alla Banchetta. Minuscola, sconosciuta, ma c’è. Per noi c’è sempre. E già che siamo qui passiamo se non davanti, almeno sul retro di Santa Maria alla Porta, con la sua Madonna del lenzuolo. Arrivano subito i ricordi della Milano bombardata e quindi ci spostiamo, entriamo in piazza Affari che da qui dista solo pochi passi. Niente borsa però: un saluto a palazzo Mezzanotte e ci dirigiamo verso via Santa Maria Fulcorina. Arriviamo fino in fondo dove, ancora una volta, i segni dei bombardamenti della guerra fanno ancora bella (!!!) mostra di loro con i resti di una casa segnata inequivocabilmente 70 anni fa ma che sembra dimenticata da tutti. Prendiamo via Santa Maria Podone, ed arriviamo davanti alla chiesa omonima ed alla statua di San Carlo Borromeo. Ed ogni volta ci chiediamo se questa statua non stesse meglio dove originariamente era collocata. Il pensiero svanisce guardando la bellezza del palazzo Borromei proprio di fronte a noi. Chiediamo anche oggi al custode se possiamo sbirciare il cortile? Perchè no, ma solo pochi secondi, poi prendiamo via San Maurillio. Ne percorriamo un pezzo fino all’incrocio con via Santa Marta. Qui guardiamo il cartello della via: ci ricorda che una volta era una contrada. E facendo attenzione notiamo anche altre scritte proprio sopra la vetrina di un negozio. E quei balconi? Ma quanto sono belli? Andiamo ancora avanti fino all’incrocio con via Zecca. Qui giriamo a sinistra, domandandoci se mai davvero da queste parti avremmo trovato il luogo dove si coniavano le monete. Eccoci arrivati in San Sepolcro. La piazza, la chiesa e sotto i nostri piedi il centro, quello storico, della città, il foro.

Pochi passi ancora ed ecco che incrociamo via Spadari e poi via Orefici. Non facciamo caso al traffico ed alla gente: entriamo sotto le Scuole Palatine ed eccoci arrivati. Noi ci fermiamo qui. Siamo in piazza Mercanti, la piazza più bella di Milano, anche se nessuno lo sa, altrimenti non la tratterebbero da schifo come invece avviene.

Alziamo lo sguardo e salutiamo lo zio Ausonio. E’ sempre lì a guarda la gente che passa. Vorremmo che scendesse un attimo, a scambiare due parole. A raccontare ancora una volta che, ai suoi tempi, Milano era talmente tanto bella che neppure l’accostamento con Roma la opprimeva. Ma sono passati quasi 2000 anni. E le cose sono cambiate.

Oggi Roma muore d’invidia!